Eutanasia, in Svizzera si discute la messa al bando


Dopo un periodo di polemiche, la massima autorità governativa elvetica discute la possibilità di rendere illegale l’eutanasia e l’assistenza al suicidio.

BERNA – Secondo una nota del Governo, nella seduta di ieri il Consiglio federale svizzero ha dato vita ad un primo primo scambio di opinioni in merito ai temi dell’aiuto al suicidio per i malati terminali o affetti da patologie particolarmente invalidanti.

Il suicidio assistito consiste nel dare assistenza un soggetto, pienamente coscente e in grado di intendere e volere, a portare a termine la propria scelta in modo meno traumatico e doloroso che se fatto in solitudine.

In Svizzera, l’eutanasia attiva indiretta (impiego di mezzi per alleviare le sofferenze, i quali tuttavia come effetto secondario possono abbreviare la vita) nonché l’eutanasia passiva (rinuncia ad avviare o sospensione di terapie di sostentamento vitale) sono considerate lecite.

L’eutanasia attiva (procurare la morte del soggetto per allieviarne le sofferenze) è invece illegale ed equiparata all’omicidio. Esiste tuttavia la possibilità di stabilire le proprie volontà anticipate in merito alle cure cui essere sottoposto (c.d. testamento biologico). Sono inoltre fortemente sostenute le cure palliative. Due associazioni, Dignitas ed Exit, offrono assistenza per queste pratiche.

Durante l’incontro di ieri, successivo alle polemiche di questo periodo sull’associazione Dignitas di Zurigo, i membri del consiglio federale hanno discusso possibili restrizioni legali e l’eventuale introduzione di un divieto normativo all’assistenza organizzata al suicidio. Le discussioni si sono concetrate non tanto sulla pratica in sé, quanto alle modalità di gestione applicate dalle associazioni.

Il Consiglio federale ha riscontrato opinioni fortemente contrastanti in merito a questa questione di alto contenuto etico. Ha perciò stabilito di elaborare entro breve termine un progetto di consultazione con diverse possibili varianti che saranno poi discusse.

Nel luglio 2008 il Governo aveva incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di chiarire insieme agli Uffici coinvolti se vi sia necessità di intervenire a livello legislativo. Nei suoi due rapporti del 2006 e 2007 sull’eutanasia, il Consiglio federale aveva concluso che un’applicazione coerente del diritto vigente avrebbe evitato ogni eventuale abusio. Il dibattito aveva tuttavia suscitato reazioni controverse.

Nelle ultime settimane, infine, l’associazione Dignitas di Zurigo era stata al centro di forti polemiche per le modalità con cui fornisce l’assistenza alla morte, culminate in una raccolta di firme popolare per stabilirne la non legalità.

Red. Int.

Approfondimenti tematici:

Commenta via Facebook!

La tua opinione è importante, rendila pubblica!

  1. Andrea ha detto:

    IO LOTTO NONOSTANTE TUTTO….QUANTE VOLTE AVREI POTUTO MOLLARE?? LA MIA FIDANZATA è MORTA DI CANCRO DOPO DUE ANNI DI CALVARIO HA RIFIUTATO LE CURE…PORTIAMO RISPETTO PER CHI HA RISPETTO DELLA VITA

    NEANCHE CRISTO IN CROCE HA RIFIUTATO LA SOFFERENZA…….E DEVE RIFIUTARLA UNA SUA CREATURA??

    CON QUALE MOTIVAZIONE SE NON UNA MOTIVAZIONE I.D.I.O.T.A.
    ABBIATE FEDE E SPALANCATE LE PORTE A CRISTO E A MARIA

  2. Andrea ha detto:

    sarebbe solo ora…La vita ce la dà DIO e DIO CE LA TOGLIE

    E IO SON DISABILE E MI OFFENDONO QUELLE PERSONE CHE “VOGLIONO DECIDERE DI MORIRE….QUANDO MUORE IL MARITO O LA MOGLIE O IL FIGLIO” ANCHE SE SONO SANI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *