Quella Svizzera è l’«economia più competitiva al mondo», malissimo l’Italia


La Svizzera si colloca al primo posto nella classifica del Wolrd Economic Forum sulla competitività economica. Superati anche gli Stati Uniti. L’Italia solo 48esima, ultima tra paesi industrializzati.

GINEVRA – «L’economia svizzera – affermano gli economisti del World Economic Forum – continua ad essere caratterizzata da un’eccellente capacità innovativa e da una cultura degli affari altamente sviluppata».

Le difficoltà riscontrate col caso UBS e i problemi nel settore bancario elvetico sono meno importanti rispetto agli altri paesi, rileva il comunicato dell’associazione. Mentre in Svizzera “le performance economiche sono rimaste relativamente stabili”, “negli Stati Uniti sono peggiorate in determinati rami”. L’indebolimento della competitività USA è da collegare a problemi strutturali e alla perdita fiducia negli investitori.

Al terzo posto della classifica si è collocato Singapore, anch’esso rinforzato. Il paese asiatico si è aggiudicato infatti il primo posto in quanto ad efficacia dei suoi mercati dei beni e del lavoro e al secondo per il mercato finanziario, mentre è quarto per la qualità delle infrastrutture.

Nella graduatoria di 133 paesi elaborata ogni anno dal WEF seguono alcuni paesi scandinavi: la Svezia è stabile al quarto posto, la Danimarca scende dal terzo al quinto, la Finlandia è nuovamente al sesto posto.

Completano la top ten la Germania (stabile), il Giappone (in salita di un posto), il Canada (in salita di un posto) e l’Olanda (in discesa di due posti).

Per quanto riguarda gli altri principali paesi europei, la Gran Bretagna scende dal 12esimo al 13esimo posto a causa delle difficoltà della sua piazza finanziaria. La Francia è stabile in 16esima posizione, mentre la Spagna, duramente colpita dalla crisi, perde quattro posti ed è ora 33esima.

Ad anni luce l’Italia, solo 48esima: maglia nera del G8 e tra i peggiori di tutta Europa. Il mercato italiano, su cui la crisi non ha pesato quanto, per esempio, sugli USA, sembra perciò avere problemi più gravi, poiché le difficoltà sono pregresse e strutturali. La crisi non potrà che aggravarle ulteriormente.

Red. Int.

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