Segreto bancario, la Svizzera fa buon viso a cattivo gioco


Il consigliere Merz parla di “risultati di cui felicitarsi” glissando sulle dure parole pronunciate al G20 contro i paradisi fiscali. Braccio di ferro tra le diplomazie internazionali.

BERNA- Dopo le affermazioni di alcune ore fa del ministro Leuthard, che promettevano battaglia per il mantenimento del segreto bancario in Svizzera, giunge la diplomazia più morbida e astuta del presidente della confederazione e ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. In un comunicato di pochi minuti fa, Merz «si felicita per quanto deciso nella lotta contro la crisi finanziaria ed economica in data odierna dai Paesi del G-20», in occasione del summit di Londra.

La diplomazia Svizzera dà quindi fondo a tutto il suo savoir fare e fa un ottimo viso a un pessimo gioco. Dopo che Francia, Germania, Italia e i più grandi paesi del mondo insieme hanno dichiarato guerra ai paradisi fiscali e sanzioni per chi non fornirà la cooperazione necessaria, l’establishment elvetico parla di risultati di cui felicitarsi, fingendo di non sentirsi chiamato in causa (sebbene un terzo del patrimonio offshore abbia sede proprio nella confederazione).

Secondo Merz, «il successo delle misure previste dipenderà dalla combinazione di regolazione e finanziamento nonché dalla collaborazione delle più importanti Nazioni». «I principali vettori ai fini dell’attuazione delle misure sono il Fondo monetario internazionale e il Forum per la stabilità finanziaria, nei quali – a differenza che nel G20 – la Svizzera è attiva.», prosegue il comunicato.

Entro la fine del 2009 i G20 si incontreranno nuovamente, probabilmente a Washington. Per il primo ministro elvetico l’incontro «dimostra che i Paesi del G-20 non intendono allentare i loro sforzi».

Sulla questione dei paradisi fiscali e del segreto bancario, il comunicato di Merz si limita a poche parole: «le odierne discussioni al vertice del G-20 testimoniano inoltre che le questioni del segreto bancario e dell’assistenza amministrativa in ambito fiscale godono della massima importanza.» E prosegue: «il Governo ha anticipato questa evoluzione e con la sua decisione del 13 marzo 2009 di riprendere gli standard dell’OCSE per l’assistenza amministrativa in materia fiscale secondo l’articolo 26 del modello di Convenzione dell’OCSE ha adottato le pertinenti misure.»

Come dire: «la guerra contro i paradisi fiscali non ci tocca, noi non siamo un paradiso fiscale! E siamo felici delle misure anticrisi». Staremo a vedere in quanti ci crederanno.

Red. Int.

UPDATE: La lista nera dei paradisi fiscali è pubblica.

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  1. […] irritazione esprime il governo elvetico, che dopo un comunicato all’insegna della pacatezza cambia i toni bollando la decisione come una mossa al limite […]

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