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Economia

Trovare casa in Svizzera è sempre più difficile

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BERNA — Trovare casa in Svizzera si fa sempre più arduo. Lo rivela il monitoraggio online del mercato dell’alloggio dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), che evidenzia come l’anno scorso e nel primo semestre di quest’anno la situazione sia peggiorata. Colpite soprattutto le persone con potere d’acquisto medio o basso che cercano casa.

L’analisi esamina con cura il rapporto tra immigrazione e mercato abitativo: oltre all’andamento demografico, anche reddito e offerta influiscono sugli affitti. Le tensioni aumentano. La situazione è critica per le economie domestiche a basso potere d’acquisto, nell’area metropolitana di Zurigo, nella Svizzera centrale e in varie regioni montane. Il motivo: si costruisce troppo poco rispetto alla crescita dei nuclei familiari.

L’incremento dei nuclei si lega alla popolazione. Tra il 1990 e l’anno scorso la popolazione è cresciuta del 36,9%: 15,0 punti spettano agli svizzeri, 21,9 agli stranieri. La crescita demografica aumenta la domanda e incide sui canoni. Pesa anche il reddito: maggiore disponibilità di spesa alza la pressione sui prezzi, specie con offerta limitata. Nel lungo periodo l’effetto del reddito equivale quasi a quello demografico.

Decisivi altri due fattori: l’aumento effettivo degli alloggi e la capacità dell’offerta di seguire la domanda. L’anno scorso circa il 18% delle nuove case ha sostituito vecchi edifici, limitando l’incremento netto del patrimonio abitativo. Scarseggiano pure i terreni: tra il 2012 e il 2022 le zone edificabili disponibili nelle regioni analizzate sono scese dal 9,9% al 6,9%.

Lo studio analizza le economie domestiche straniere, ovvero quelle con nessun cittadino svizzero nel nucleo. Risultano più mobili: sono il 21% del totale, ma il 39% di chi trasloca. A parità di dimensioni, occupano circa un quarto in meno di superficie pro capite rispetto alle svizzere. L’anno scorso contavano in media 2,08 persone, poco meno delle altre.

Le famiglie straniere dipendono di più dagli affitti: solo il 12% ha una casa di proprietà, contro il 42% di quelle svizzere. Traslocando spesso e con contratti brevi, beneficiano meno dei canoni inferiori dei contratti datati. Rispetto al reddito, le spese per l’affitto tendono perciò a essere maggiori.

La crescita del parco abitativo resta troppo debole, ma l’aumento di domande e permessi registrato dal 2024 indica che dall’anno prossimo le abitazioni torneranno a crescere più sostenutamente. Nessun rapido allentamento delle tensioni in vista, comunque. Bassi tassi e modesta inflazione quest’anno garantiranno canoni stabili per i contratti in essere, ma per quelli nuovi si prevedono affitti più alti. Il mattone elvetico rallenta, e non fa sconti a nessuno.

Redazione economia




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