BERNA — Il conto della sanità svizzera si fa di nuovo più pesante. L’anno prossimo il premio medio dell’assicurazione malattie raggiungerà i 412 franchi al mese: un incremento netto del 5,0 per cento, pari a 19,70 franchi in più ogni mese rispetto a quest’anno. L’aumento riflette con precisione la crescita delle spese sanitarie attesa per lo stesso periodo. Alla base del rincaro vi sono fattori noti: il progresso medico-tecnologico, l’invecchiamento demografico e un volume di prestazioni in costante crescita.
Per la popolazione si tratta di un onere sempre più gravoso. L’impatto varia a seconda della fascia d’età. Per gli adulti l’assegno mensile salirà in media di 22,80 franchi (+4,9%), arrivando a 487,60 franchi. I giovani adulti pagheranno 15,40 franchi in più (+4,8%), attestandosi a 338,80 franchi al mese. Incrementi più contenuti riguardano i minorenni, per i quali il premio medio aumenterà di 5,70 franchi (+4,6%), fermandosi a 128.10 franchi. Si tratta di valori medi nazionali, calcolati dividendo il totale dei premi versati per la cifra complessiva degli assicurati: l’importo effettivo per ogni cittadino continua a dipendere da cantone, età, franchigia, cassa malati e modello assicurativo. I calcoli, elaborati dalle compagnie, sono stati sottoposti all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che ne esamina la conformità alla legge prima di richiedere eventuali rettifiche.
L’aumento delle fatture è la diretta conseguenza della crescita ininterrotta delle uscite nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), i cui premi devono coprire per legge i costi previsti per ogni assicuratore e cantone. L’anno scorso la spesa era cresciuta del 5,3 per cento, segnando un’accelerazione sensibile rispetto alle medie registrate dall’entrata in vigore della legge federale sull’assicurazione malattie. Per l’anno in corso le stime indicano un ulteriore incremento del 4,7 per cento, spinto da ritardi nelle fatturazioni legati all’introduzione della nuova struttura tariffaria per le cure ambulatoriali (TARDOC e forfait ambulatoriali). Le proiezioni confermano un aumento dei costi del 5,0 per cento anche per l’anno prossimo.
A far salire la bolletta sanitaria non è solo la demografia. A parità di incidenza delle malattie, a spingere in alto i costi è soprattutto l’aumento del volume delle prestazioni erogate e consumate, unito ai recenti rincari delle tariffe cantonali negli settori ambulatoriale e stazionario.
Sul fronte del contenimento, la stasi non è totale. Negli ultimi dieci anni, le revisioni sui prezzi dei medicamenti, le valutazioni sull’efficacia delle prestazioni e il controllo delle convenzioni tariffali condotti dal Dipartimento federale dell’interno e dall’UFSP hanno generato risparmi superiori ai 2 miliardi di franchi. Misure insufficienti, però, di fronte alla dinamica attuale. La tavola rotonda istituita dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha avviato una serie di impegni volontari tra gli attori della sanità per contenere i costi nel breve e medio termine. Sul piano normativo, in attuazione del controprogetto indiretto all’iniziativa per un freno ai costi, il Consiglio federale definirà entro la fine di quest’anno gli obiettivi di spesa e qualità per il quadriennio successivo: qualora i limiti venissero superati, Stato e cantoni dovranno intervenire con correttivi.
I cittadini mantengono comunque qualche margine di manovra immediato. Entro la fine del mese prossimo gli assicuratori dovranno comunicare i nuovi importi per l’anno venturo. Entro la fine del mese successivo gli assicurati potranno disdire la polizza o cambiare modello, sfruttando l’obbligo di adesione che vincola le casse malati nell’assicurazione di base. Per orientarsi, l’UFSP mette a disposizione il portale priminfo.ch con calcolatori, consigli, dati scaricabili in formato aperto e canali dedicati.
I rimedi strutturali, insomma, ci sarebbero e le regole pure. Resta da capire se gli attori del settore sanitario decideranno di applicarli.
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