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Economia

Svizzera e Cina, la diplomazia dei dati: firmato l’accordo per la ricerca scientifica

lanotizia cinasvizzera

Berna definisce le nuove regole del gioco per la cooperazione scientifica con Pechino. Il consiglio federale ha approvato l’accordo sulla gestione transfrontaliera dei dati scientifici nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo comuni tra la Svizzera e la Repubblica Popolare Cinese.

L’intesa si è resa necessaria per chiarire un quadro normativo diventato complesso. Negli ultimi anni la Cina ha emanato una serie di leggi e normative che hanno un impatto diretto sulla ricerca transfrontaliera. Le leggi cinesi sulla cybersicurezza, sulla sicurezza dei dati e sulla protezione dei dati personali, unitamente ai provvedimenti per la gestione dei dati scientifici, prevedono la classificazione delle informazioni in base alla loro importanza per la Cina. Questa classificazione comporta un rischio concreto: la trasmissione dei dati all’estero potrebbe essere vietata oppure subordinata a determinate condizioni.

Per superare l’impasse, la segreteria di stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (sefri), con il sostegno del fondo nazionale svizzero (fns), ha negoziato un meccanismo con il ministero cinese della scienza e della tecnologia. L’obiettivo è consentire ai ricercatori elvetici di collaborare con i partner cinesi all’interno di un quadro giuridico più sicuro. Le due parti contraenti hanno così stilato un accordo internazionale vincolante che definisce i parametri di riferimento per lo scambio transfrontaliero di dati scientifici.

Il punto centrale riguarda le responsabilità di verifica. Secondo l’accordo, spetta ai partner di progetto cinesi verificare prima e durante la collaborazione – e non a cose fatte – se i dati generati debbano essere classificati come «importanti» ai sensi del diritto cinese. Questo elemento è cruciale, poiché tale classificazione potrebbe compromettere la trasmissione dei dati in Svizzera. Qualora la situazione si verificasse, i ricercatori svizzeri avranno la possibilità di ritirarsi dal progetto senza ulteriori strascichi.

La cooperazione scientifica tra i due paesi ha comunque radici profonde. La collaborazione tra la Svizzera e la Cina in ambito scientifico si fonda infatti su un accordo bilaterale stipulato dai due paesi nel 1989. Su questa base iniziale, le parti contraenti hanno progressivamente ampliato la propria cooperazione nei settori della formazione e della ricerca. Tuttavia, le incertezze sorte a seguito delle nuove leggi cinesi sulla protezione dei dati avevano provocato un congelamento delle attività. Qualche anno fa, nel 2021, il fns aveva sospeso i bandi di progetto nell’ambito dei progetti bilaterali sino-elvetici.

Ora il clima cambia. Dopo la firma dell’accordo si prevede infatti di riattivare i bandi sospesi. La Cina è sempre più vicina.

Redazione Esteri




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