BERNA — La sovranità tecnologica della pubblica amministrazione non è più soltanto una questione teorica, ma un capitolo concreto nell’agenda del governo. La Cancelleria federale compie una scelta di campo ben precisa, intervenendo direttamente sulla lista delle iniziative informatiche ad alto rischio e ad alta priorità per il paese.
Si tratta del programma per una postazione di lavoro basata sulla sovranità digitale e del progetto EasyGov 2.0.
L’obiettivo primario è ridurre in modo drastico la dipendenza operativa dai fornitori stranieri di software. La misura si estende a tutti i dipartimenti e assume un rilievo strategico fondamentale per blindare l’autonomia informatica delle istituzioni federali.
Il secondo progetto fa invece capo alla Segreteria di Stato dell’economia. EasyGov 2.0 rappresenta uno snodo cruciale sia per l’economia privata sia per il settore pubblico. Le imprese utilizzano questa piattaforma per accedere ai servizi messi a disposizione da numerose unità amministrative distribuite nell’intero apparato statale. L’obiettivo del cantiere aggiornato è gettare le basi tecniche e organizzative indispensabili per assicurare uno sviluppo futuro stabile e sicuro della struttura.
Parallelamente all’ingresso dei due nuovi tasselli, si registra un’uscita di scena. Il programma NEPRO, dedicato ai nuovi sistemi di produzione di swisstopo, smette di essere classificato come progetto chiave. La scelta deriva dal ridimensionamento subito dal dossier nella primavera di quest’anno e dal conseguente, netto miglioramento del quadro dei rischi connessi.
Che cosa definisce, tuttavia, un progetto chiave? L’ordinanza sulla digitalizzazione, in particolare negli articoli dal 35 al 37, stabilisce paletti e direttive chiari. Si definisce tale ogni programma o progetto dell’amministrazione federale nel campo dell’informatica e della trasformazione digitale che, per risorse umane o finanziarie impiegate, per complessità, per ripercussioni o per potenziale di rischio, richieda una condotta, un coordinamento e un controllo superiori alla norma.
La designazione spetta al cancelliere della Confederazione, sempre previo ascolto della Conferenza dei segretari generali. La responsabilità diretta dei singoli progetti rimane comunque in mano ai committenti, alla direzione dei lavori e alla linea gerarchica dei dipartimenti competenti.
L’elenco aggiornato conta esattamente ventidue progetti chiave attivi. Nel loro insieme, queste iniziative assorbono oltre la metà della spesa totale destinata al portafoglio dei progetti informatici civili attualmente in corso nella Confederazione.
La lista dei ventidue dossier ad alto monitoraggio comprende settori strategici e diversificati:
1. Il programma per il software sovrano per la postazione di lavoro (Cancelleria federale);
2. Il progetto EasyGov 2.0 (Segreteria di Stato dell’economia – SECO);
3. RZplus, la potenza di calcolo ad alta disponibilità per MeteoSvizzeria;
4. Il programma DigiSanté (Ufficio federale della sanità pubblica e Ufficio federale di statistica);
5. La gestione nazionale dei dati (NaDB) presso l’Ufficio federale di statistica;
6. Lo sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino (programm PSW), guidato dal Segretariato generale del Dipartimento federale di giustizia e polizia;
7. L’identità elettronica (E-ID) gestita dall’Ufficio federale di giustizia;
8. Il rinnovo del sistema centrale d’informazione sulla migrazione (ZEMIS) presso la Segreteria di Stato della migrazione;
9. La rete integrata di dati sicura plus (SDVN+) gestita dall’Ufficio federale della protezione della popolazione;
10. Mantenimento del valore Polycom 2030 (Ufficio federale della protezione della popolazione);
11. L’attuazione di iTASK nel Gruppo Difesa, volto a separare e concentrare l’IT dell’armata;
12. La nuova piattaforma di digitalizzazione dell’armata (NDP) nel Gruppo Difesa;
13. La rete di comando Svizzera nel Gruppo Difesa;
14. Le telecomunicazioni dell’armata nel Gruppo Difesa;
15. Il sistema di comunicazione di sicurezza mobile (MSK) nel Gruppo Difesa;
16. Il programma ERP sistemi V/ar, sotto la guida del Gruppo Difesa;
17. La trasformazione digitale PDiT della Cassa centrale di compensazione, nell’ambito dell’Amministrazione federale delle finanze;
18. Il programma di trasformazione DaziT presso l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini;
19. Il programma SUPERB per la strategia ERP-IKT, guidato dall’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica;
20. La Swiss Government Cloud (SGC) presso l’Ufficio federale dell’informatica e della tecnologia, su mandato del Segretariato generale del Dipartimento federale delle finanze;
21. ASALfutur per il pagamento delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione (SECO);
22. Il programma DigiAgriFoodCH presso l’Ufficio federale dell’agricoltura.
Trattandosi di progetti complessi, la vigilanza è stretta. Il Controllo federale delle finanze effettua verifiche periodiche e sistematiche per valutare lo stato di avanzamento, analizzare i rischi ed emettere raccomandazioni. Per ogni ispezione viene redatto un rapporto dettagliato.
Sul fronte della rendicontazione, le unità amministrative responsabili devono inviare al settore Trasformazione digitale e gestione dell’informatica un resoconto semestrale, precisamente alla fine di giugno e alla fine di dicembre. Su queste basi viene compilato un documento consolidato per la Conferenza dei segretari generali, trasmesso poi alle commissioni della gestione, alle commissioni delle finanze e alla Delegazione delle finanze del parlamento. Qualora si rendessero necessarie correzioni di rotta, il cancelliere può proporre misure al Consiglio federale per una decisione formale.
Tutto pianificato nei minimi dettagli, insomma. Resta solo da verificare se la sovranità digitale, l’intelligenza artificiale, la burocrazia e il diritto alla riservatezza riusciranno a trovare un algoritmo davvero compatibile.
Redazione Innovazione





