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Caccia F-35A e sistemi Patriot: tempi e costi della nuova difesa aerea svizzera

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(Un F-35A Lightining II delle forze armate norvegesi, 2026; U.S. Air Force 100ARWPA by Staff Sgt. Jason Cochran; Public Domain)

BERNA – Per essere neutrali è bene essere armati, ed essere armati bene. Si potrebbe riassumere così la strategia militare Svizzera per i prossimi trent’anni.

Per garantire la propria sicurezza, la Svizzera intende sorvegliare, proteggere e, all’occorrenza, difendere il proprio spazio aereo. Il suo storico status di paese neutrale impone una premessa fondamentale: ridurre al minimo la dipendenza da paesi terzi e organizzazioni internazionali. Operativamente più che tecnologicamente.

Il contesto operativo attuale della difesa svizzera, infatti, evidenzia criticità strutturali. A chiarirlo sonno i dati diffusi dallo stesso Ufficio federale dell’armamento armasuisse. Per la difesa dei cieli occorre una combinazione coordinata di velivoli da combattimento e sistemi di difesa terra-aria. Gli aerei e la difesa a corta gittata oggi in uso sono obsoleti o prossimi all’obsolescenza. Un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata è del tutto assente. Sul piano tattico non esistono alternative valide: droni, elicotteri e velivoli leggeri volano a quote troppo basse e con velocità insufficienti.

Il programma di rinnovo, denominato Air2030, prevede l’acquisto degli aerei da combattimento F-35A e del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot. L’investimento, finanziato tramite il budget ordinario dell’esercito, coprirà un arco operativo di almeno trent’anni.

L’iter istituzionale ha preso avvio con il messaggio sull’esercito approvato dal parlamento, che ha vincolato il Consiglio federale alla firma del contratto d’acquisto entro la scadenza delle offerte. L’accordo formale con il governo statunitense e l’intesa di compensazione con il produttore Lockheed Martin sono già stati siglati, nei tempi previsti.

Le consegne del sistema Patriot e dei 36 caccia F-35A sono previste tra tre e sei anni, garantendo l’impiego operativo completo da qui al 2060. L’addestramento dei militari di professione sul sistema Patriot negli Stati Uniti inizierà l’anno prossimo. Sempre dal prossimo anno si apriranno i cantieri per le infrastrutture negli aerodromi militari di Payerne, Meiringen ed Emmen. Tra due anni prenderà il via la fase di integrazione dei componenti Patriot nei veicoli e nei container di condotta svizzeri, contestualmente alla consegna dei veicoli e all’ultimazione del centro di formazione ed Emmen.

Sette caccia F-35A saranno realizzati negli stabilimenti di Fort Worth, negli Stati Uniti, e utilizzati a partire dal 2027 presso la Ebbing Air National Guard Base in Arkansas per l’istruzione di piloti e tecnici, prima del trasferimento in patria. I restanti 28 velivoli saranno prodotti e consegnati dall’impianto italiano di Cameri entro la fine del 2030. L’entrata in servizio progressiva avverrà a Payerne da metà 2028, a Meiringen dal 2030 e a Emmen dal 2032. L’addestramento del personale di milizia partirà fra circa tre anni.

In Texas si è intanto svolta la cerimoniale «Bulkhead Signature»: il capo dell’esercito Benedikt Roos, il capo dell’armamento Urs Loher e il comandante delle Forze aeree Christian Oppliger hanno firmato, con una cerimonia simbolica, la paratia anteriore della fusoliera del primo F-35A svizzero.

L’autonomia difensiva della Svizzera procede dunque a passo di marcia. Con componenti prodotte in Texas, assemblaggi in Italia, addestramenti in Arkansas e sistemi d’arma americani: la neutralità non è mai stata così globale.

Redazione interni




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