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Clima: la nuova strategia svizzera contro cambiamento climatico e siccità

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BERNA — Il consiglio federale ha adottato la nuova strategia e il relativo piano d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, fissando gli obiettivi per i prossimi cinque anni. L’iniziativa punta a contenere i rischi per il territorio, rafforzando la capacità di reazione dell’ambiente, della società e dell’economia. Contestualmente, l’esecutivo ha approvato specifiche misure per il monitoraggio della canicola e la tutela della salute umana e animale.

Il quadro strategico si fonda sulle analisi dei rischi e sugli scenari elaborati l’anno scorso dall’ufficio federale dell’ambiente (UFAM), da MeteoSvizzera e dal politecnico federale di Zurigo. Documenti che individuano una priorità chiara: la protezione della popolazione dalle ondate di calore e la gestione idrica di fronte alla siccità. Tra gli altri ambiti di intervento figurano il contrasto ai pericoli naturali e la tutela degli habitat e del paesaggio. La strategia delinea 30 campi di azione, mentre il piano operativo ne definisce l’attuazione attraverso 56 misure concrete.

Su canicola e siccità l’esecutivo si è espresso due volte negli ultimi due mesi. L’eccezionale caldo registrato durante la scorsa estate ha spinto il consiglio federale a incaricare il dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di valutare il potenziamento finanziario e organizzativo del programma Adapt+. La struttura, attiva da due anni, sostiene finanziariamente progetti di cantoni, città e comuni.

A dimostrare utilità nell’estate di quest’anno è stata la piattaforma nazionale sulla siccità. Lo strumento ha garantito allerte precoci e analisi costanti della situazione, ma necessita ora di adeguamenti per valutare gli impatti specifici sui singoli settori.

Il DATEC, assieme al dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ai cantoni e alle associazioni di categoria, ha incontrato il settore agricolo. Al centro del confronto: l’economia alpestre, la viabilità per il trasporto d’acqua e le autorizzazioni dei bacini di accumulo. La discussione ha evidenziato l’esigenza di accelerare le procedure burocratiche per bacini e strade agricole. Il consiglio federale ha quindi raccomandato l’accoglimento di due mozioni in materia.

Per migliorare la pianificazione territoriale, MeteoSvizzera sta sviluppando nuove mappe del calore ed elaborando scenari estremi per valutare l’impatto su centri urbani, zone rurali, infrastrutture critiche, boschi e colture. I dati, inclusi quelli legati ad analisi “worst case”, saranno pubblicati su un portale digitale liberamente accessibile.

Fronte sanitario: l’ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) istituirà un centro di competenza per coordinare gli attori del settore e avviare il monitoraggio degli effetti delle misure adottate. È previsto il potenziamento del tracciamento di decessi e ricoveri legati al calore, oltre a un piano per controllare il rischio legionella nelle torri di raffreddamento.

Nel settore dell’edilizia restano aperte le trattative: dopo il mancato accordo alla tavola rotonda sui lavori con calura estrema, il dipartimento federale dell’interno (DFI) e la segreteria di stato dell’economia (SECO) convocheranno nuovamente le parti sociali per definire requisiti minimi di tutela. In ambito veterinario, l’ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) riceverà fondi per ricerche su allerta precoce, profilassi di malattie trasmesse da vettori e sicurezza microbiologica della filiera alimentare.

I costi: per la piattaforma sulla siccità saranno chiesti 2,1 milioni di franchi nella pianificazione finanziaria per la fine del decennio. Le mansioni aggiuntive del DFI comporteranno una spesa annua di 4,4 milioni dal prossimo anno, destinata a scendere a 3 milioni a partire dal 2030.

In attesa che le misure di contrasto producano gli effetti sperati, ai cittadini resta il momentaneo conforto degli inverni, che, però, sembrano prospettarsi particolarmente brevi.

Redazione interni




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