Berna — Le radio locali e le televisioni regionali concessionarie disporranno di circa 9 milioni di franchi in più. Parallelamente diventa possibile finanziare misure di sostegno generali con i proventi del canone. Il Consiglio federale ha posto in vigore dal primo gennaio le modifiche alla legge sulla radiotelevisione e ha adottato le relative disposizioni nell’ordinanza.
Nella sessione invernale dell’anno scorso il parlamento aveva approvato due revisioni della legge sulla radiotelevisione. La Ripartizione del canone radiotelevisivo e le Misure di promozione a favore dei media elettronici, che ora entrano in vigore.
Il sostegno alle emittenti radiofoniche locali e alle emittenti televisive regionali concessionarie è stato portato a un margine compreso tra il 6 e l’8 per cento dei proventi totali del canone. Questo consente al Consiglio federale di fissarlo al 7 per cento. Le emittenti avranno così a disposizione circa 95 milioni di franchi, contro gli attuali 86 milioni.
Nell’ordinanza sulla radiotelevisione il governo ha inoltre approvato le disposizioni di esecuzione in materia di sostegno generale ai media e ha stabilito gli importi dei contributi per i prossimi due anni. Agli istituti di formazione e formazione continua indipendenti che offrono in modo continuativo corsi orientati alla pratica per il personale di redazione vanno complessivamente 1,5 milioni di franchi all’anno. Altri 6 milioni sono destinati alle prestazioni offerte da agenzie di stampa e agenzie di contenuti audiovisivi. La Confederazione può sostenere le attività di organizzazioni di autoregolamentazione, come il Consiglio svizzero della stampa, con un contributo massimo di 500 000 franchi all’anno. Le domande vanno presentate all’UFCOM.
La distribuzione dei proventi del canone è un elemento prezioso per il mantenimento della varietà linguistica e per la trasmissione di programmi locali, anche quando un ritorno economico diretto sarebbe difficile per un privato.
In sintesi: più soldi alle emittenti locali, risorse stabili per formazione e agenzie, un contributo possibile all’autoregolamentazione e una regola più chiara sui rapporti tra SSR e produzione tecnica. Il canone, come spesso accade, continua a finanziare non solo i programmi, ma anche il sistema che li circonda.
Redazione interni





