BERNA — L’Amministrazione federale procede lungo la strada dell’intelligenza artificiale, ma con il freno tirato.
La direzione resta confermata, ma mancano i mezzi finanziari necessari per mantenere l’impostazione originaria. La conseguenza è inevitabile: alcune misure di sostegno saranno eliminate. Sei interventi considerati prioritari riceveranno invece il supporto necessario per garantire un impiego coordinato della tecnologia all’interno dei servizi statali.
Il contesto operativo è già molto articolato. Attualmente sono in corso oltre cento progetti gestiti dai vari dipartimenti e dalla Cancelleria federale: per l’esattezza 116 iniziative. I campi di applicazione sono eterogenei. Si va dalle previsioni sulla concentrazione dei pollini basate su algoritmi predittivi, al riconoscimento automatizzato degli impianti fotovoltaici tramite l’analisi di immagini aeree, fino a un assistente di scrittura concepito per la redazione di testi confidenziali. L’elenco completo di queste iniziative è consultabile sul sito Internet della Cancelleria federale.
A partire da quest’anno, su preciso mandato del Consiglio federale, la Cancelleria federale garantisce il coordinamento centrale delle attività e affianca gli uffici con misure mirate. L’obiettivo dichiarato è consentire un’implementazione più rapida e precisa delle soluzioni tecnologiche. La strategia complessiva poggia su tre direttrici chiare: l’impiego affidabile dell’intelligenza artificiale, lo sviluppo sistematico delle competenze interne e l’ottimizzazione dei processi amministrativi.
Il quadro economico era stato chiarito all’inizio dell’anno. Nello scorso febbraio, il Consiglio federale aveva infatti annunciato che la necessità di fissare rigide priorità avrebbe comportato il ritardo di diversi progetti di digitalizzazione della Confederazione. Nemmeno la strategia IA è stata risparmiata: per l’attuazione delle misure di supporto sono stati stanziati concretamente due milioni di franchi all’anno.
Per far fronte ai vincoli di bilancio, la Cancelleria federale ha ridefinito la tabella di marcia per il periodo che si estende per due anni. Delle otto misure inizialmente previste, ne verranno portate avanti soltanto sei.
Tra gli interventi prioritari figura innanzitutto l’analisi a livello federale del potenziale dell’IA, finalizzata all’ottimizzazione dei processi e ai relativi lavori successivi. Si tratta di un impegno stabilito dal Parlamento attraverso il postulato intitolato «Aumentare l’efficienza dei processi amministrativi utilizzando l’automazione dei processi e l’intelligenza artificiale (IA)». La seconda misura chiave riguarda la messa a disposizione di un sistema di IA generativa interno alla Confederazione, accessibile a tutti i collaboratori. Il terzo pilastro consiste nell’elaborazione di documenti di riferimento sul quadro giuridico che disciplina l’impiego dell’IA nell’amministrazione.
I tagli hanno imposto rinunce e riduzioni di portata. Alcune misure saranno attuate con maggiore lentezza o con un raggio d’azione ridotto. Si è deciso di rinunciare del tutto all’elaborazione del manuale per l’utilizzo dell’IA, originariamente previsto. Inoltre, l’idea di creare una piattaforma centrale per l’individuazione e il riutilizzo delle soluzioni — il cosiddetto mercato dell’IA — è stata accantonata: al suo posto si provvederà a potenziare la banca dati dei progetti già esistente, consentendo agli uffici di individuare rapidamente le soluzioni disponibili.
L’elemento centrale della pianificazione rimane il coordinamento garantito dalla rete di competenze per l’intelligenza artificiale. Attraverso questo canale, l’Amministrazione federale intende muoversi in modo congiunto, strategico e coordinato. L’obiettivo è spingere gli uffici a sfruttare le sinergie, condividere le conoscenze e portare avanti progetti comuni.
La Confederazione chiederà dunque ai propri dipendenti di usare l’IA per ottimizzare lo Stato, affidandosi al loro intuito: le istruzioni d’uso, per mancanza di fondi, non verranno mai scritte.





