Lugano18°/25°
🇮🇹 Edizione italiana
Cerca

Economia

Il valore del riscatto: studiare dopo i 25 anni aumenta il reddito del 50%

IMG 2722

Neuchâtel – Il diploma non ha data di scadenza e soprattutto non esiste una data di scadenza per prenderlo. Anzi: anche a chi lo ottiene dopo i 25 anni cambia del tutto la condizione economica. Lo dimostra uno studio dell’Ufficio Federale di Statistica.

Ogni anno in Svizzera si conseguono circa 90.000 titoli di formazione del livello secondario superiore. Il 12% riguarda adulti di età pari o superiore ai 25 anni: quasi 11.000 persone. I dati diffusi dall’UST tracciano una traiettoria nitida.

Cinque anni prima di ottenere il titolo, questa popolazione affronta forti difficoltà. Solo il 60% percepisce un reddito da lavoro. Il 27% rientra nel 20% della fascia più bassa della distribuzione dei redditi netti equivalenti (P20), risultando sovrarappresentato. Prendendo ad esempio chi ha conseguito il titolo nel 2018, cinque anni prima dell’attestato una persona su cinque (il 20%) non lavorava né studiava (era un NEET). Per chi lavorava, il reddito da lavoro lordo non standardizzato era sulla soglia tecnica di povertà lavorativa: appena 3500 franchi al mese.

Il profilo di questi studenti adulti, 55% uomini è 45% donne, è eterogeneo. Il 20% si trovava già in Svizzera all’età di 15 anni e ha conseguito il primo titolo dopo i 25. Il 38% ha ottenuto un ulteriore titolo dello stesso livello. Il 12% è composto da immigrati recenti già in possesso di un titolo analogo, mentre il 6% proviene dal settore dell’asilo ed era privo di formazione postobbligatoria.

Anche le qualifiche riflettono questa composizione. In totale, l’84% consegue un attestato federale di capacità (AFC) e il 14% un certificato federale di formazione pratica (CFP). Per chi è giunto in Svizzera dopo la scuola dell’obbligo e ottiene il primo titolo postobbligatorio, la quota di CFP sale al 35%. Tale percentuale raggiunge addirittura il 66% per le persone provenienti dal settore dell’asilo.

A cinque anni dal conseguimento del diploma, la situazione migliora nettamente. La quota di occupati sale a quasi l’80%, un dato paragonabile a quello della popolazione della stessa fascia di età. I NEET (Not in Education, Employment, or Training; ovvero gli inattivi completi) si dimezzano quasi, scendendo all’11%. Il reddito da lavoro lordo sale a 5200 franchi al mese, registrando un aumento di circa il 50% nell’arco di dieci anni. La presenza nelle economie domestiche a basso reddito si riduce: nel P20 la quota scende al 17%, determinando una sottorappresentazione.

Il confronto con chi non ha ancora conseguito un titolo di livello secondario superiore è schiacciante: in questo gruppo, solo il 61% lavora e il 33% rientra tra i NEET.

L’impatto sul tasso nazionale di completamento è sensibile. Circa il 2% dei giovani presenti in Svizzera a 15 anni ottiene un primo titolo dopo i 25 anni. Questo porta il tasso longitudinale dal 91,6% (registrato entro i 25 anni) a una quota compresa tra il 93,5% e il 94,0%.

Poiché il conseguimento dipende da fattori socioeconomici, vi sono forti disparità regionali. In alcuni quartieri di città quali Basilea, Zurigo, Ginevra o Losanna, la percentuale raggiunge picchi fino a 8 punti percentuali.

Riconvertirsi in età adulta richiede sforzi e sacrifici. La statistica dimostra però che paga: il “foglio di carta” è molto più di un foglio, e anche secondo il mercato del lavoro, come nel proverbio, “non è mai troppo tardi”.

Redazione interni




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *