Berna – Si è concentrata sulla sovranità digitale la riunione del comitato consultivo Svizzera digitale. Sotto la guida del consigliere federale Martin Pfister, capo del DDPS, e con la partecipazione del cancelliere della Confederazione Viktor Rossi, rappresentanti dei cantoni, dell’economia, del settore scientifico e della società civile hanno discusso dei rapporti di dipendenza digitali e dei rischi che ne derivano. I temi principali: requisiti e possibilità d’intervento per ridurre e diversificare tali dipendenze.
Nel rapporto, il Consiglio federale ha definito la sovranità digitale come la capacità dello stato di «disporre della necessaria capacità di controllo e di azione nello spazio digitale per garantire l’adempimento dei compiti statali». Il rafforzamento di questa sovranità dipende, oltre che dagli obiettivi politici, dalle risorse disponibili e in particolare dalla disponibilità degli specialisti.
I partecipanti hanno confrontato aspettative verso le autorità svizzere e possibili approcci. Si è parlato di garanzia della confidenzialità dei dati, ma anche di disponibilità di dati, servizi e infrastrutture. Con una conclusione significativa: l’autosufficienza digitale non è né realistica né auspicabile per la Svizzera.
Per mezzo della collaborazione con il settore privato, le università e gli stati che condividono gli stessi principi è possibile sviluppare offerte alternative. Obiettivo: migliorare la capacità di cambiamento e, di conseguenza, la capacità d’azione degli utenti. Un esempio concreto è la rete Svizzera digitale sovrana, che riunisce autorità, imprese parastatali, scuole universitarie, associazioni, federazioni e numerosi attori privati.
Il comitato consultivo Svizzera digitale resta un’occasione di scambio sui temi salienti della digitalizzazione. Durante le riunioni i membri del Consiglio federale e il cancelliere discutono con rappresentanti del mondo scientifico, economico, politico, delle autorità e della società civile. Gli incontri si svolgono più volte all’anno in composizione variabile e sono presieduti da un membro del Consiglio federale o dal cancelliere. Il Consiglio federale stabilisce ogni anno i temi centrali della Strategia Svizzera digitale; per ciascuno si tiene una riunione del comitato. L’organizzazione spetta alla cancelleria federale.
Nel programma di Strategia Svizzera digitale la sovranità digitale figura tra i temi centrali. L’Amministrazione federale deve rafforzare in modo mirato la propria sovranità digitale e la propria resilienza in caso di crisi. Il gruppo di lavoro interdipartimentale istituito dal Consiglio federale dovrà fornire una visione d’insieme dei lavori rilevanti, identificare i rischi in materia di politica di sicurezza ed estera per le risorse digitali ed elaborare ulteriori misure. Responsabile è il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, in collaborazione con la cancelleria federale e il DFAE.
Tra gli altri temi centrali figurano lo stato ospite digitale e l’introduzione dell’identità elettronica. La strategia mira a una trasformazione digitale sostenibile e responsabile, di cui possa beneficiare tutta la popolazione, tenendo conto anche della parità di genere. Visione e settori d’impatto restano stabili; i temi centrali cambiano ogni anno e fungono da punto di avvio per nuove misure.
In sintesi, la Svizzera non punta all’isolamento digitale. Preferisce la diversificazione e le alleanze selettive. Un approccio pragmatico, tipicamente elvetico: meno dipendenza, più opzioni. E, auspicabilmente, meno sorprese quando il mondo digitale si fa nervoso.
Redazione innovazione





