BERNA — Un incontro che si ripete ogni due anni, ma che stavolta lascia il segno. Nella capitale svizzera si è svolto l’appuntamento bilaterale tra la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione e il Ministero federale tedesco della ricerca, della tecnologia e dello spazio. Un vertice istituzionale culminato nella firma di una lettera d’intenti. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rafforzare la cooperazione tra i due paesi nei settori della ricerca e dell’innovazione.
La sigla del documento ha visto protagonisti la segretaria di Stato Martina Hirayama e il pari grado tedesco Marcus Pleyer. Con loro, il fotografo Hannes Saxer a immortalare il momento della stretta di mano e della firma.
Attorno al tavolo si sono riunite le delegazioni dei due stati, affiancate dai rappresentanti delle principali istituzioni scientifiche e accademiche di entrambi i contesti. Le delegazioni, guidate rispettivamente da Hirayama e Pleyer, hanno approfittato dell’occasione per analizzare gli sviluppi recenti nei settori scientifici e valutare il potenziale di ampliamento della collaborazione bilaterale.
Il fulcro delle discussioni ha riguardato la promozione dell’innovazione e la cooperazione nelle tecnologie chiave. La lettera d’intenti firmata al termine dei lavori ribadisce l’impegno a consolidare legami già stretti e sfaccettati, aprendo al contempo la strada a nuove forme di sinergia.
I settori prioritari sono definiti. L’attenzione si concentrerà in particolare su digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e robotica. La dichiarazione d’intenti fissa un quadro di riferimento preciso per intensificare lo scambio tra ricercatori e istituti, creando la base per lo sviluppo e l’attuazione di progetti comuni.
I numeri confermano l’importanza dell’asse scientifico tra Berna e Berlino. La Germania rappresenta di gran lunga il partner più rilevante per la Svizzera nell’ambito di formazione, ricerca e innovazione.
I dati ufficiali testimoniano la profondità di questo reticolo. Nell’ambito del programma quadro europeo Horizon Europe per il periodo 2021–2027, sono stati finanziati finora quasi 1.300 progetti di cooperazione italo-tedesca o germano-svizzera. Parallelamente, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica ha sostenuto oltre 4.600 progetti con partner tedeschi a partire dal 2020.
A questi interventi si aggiunge la cornice dell’iniziativa di ricerca EUREKA: dal 1985 a oggi, nell’ambito di questo programma sono stati realizzati oltre 200 progetti congiunti che hanno visto la partecipazione di attori svizzeri e tedeschi.
La cooperazione affonda radici storiche anche sul piano normativo e formativo. Esiste infatti un accordo sul reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali che risale addirittura al 1937. Un’intesa storica, poi aggiornata e ampliata cinque anni fa per rispondere alle trasformazioni dell’istruzione e della formazione professionale moderna.
Insomma, tra protocolli storici e nuove tecnologie, Berna e Berlino puntano a fare squadra. Resta solo da capire se la burocrazia viaggerà alla stessa velocità dell’intelligenza artificiale.
Redazione interni





