BERNA – Dopo le indiscrezioni giornalistiche arriva la conferma: la segretaria di Stato Helene Budliger Artieda lascia la SECO. Non è un terremoto ma una decisione definita “ponderata”, e che comunque era già nell’aria. È stato il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, a informare formalmente il Consiglio federale della scelta. L’uscita di scena ufficiale avverrà alla fine di marzo dell’anno prossimo.
Il motivo? Dopo quasi un lustro alla guida della SECO, Budliger Artieda vorrebbe «affrontare una nuova sfida negli ultimi anni della sua carriera professionale». Secondo quanto affermavano le indiscrezioni giornalistiche del Blick, tuttavia, le dimissioni non sarebbero state del tutto volontarie, ma Parmelin le avrebbe suggerito in un faccia a faccia di qualche settimana fa di considerare il pensionamento anticipato.
Come detto, la decisione arriva dopo quasi cinque anni trascorsi alla guida della Segreteria di Stato dell’economia. Il bilancio della sua gestione è un chiaro scuro. Sotto la sua direzione sono stati conclusi numerosi accordi di libero scambio. Tra i più rilevanti figura l’intesa siglata con l’India nel 2025. Il quadro delle intese commerciali si è poi esteso con la firma di nuovi trattati con la Thailandia, la Malaysia, il Kosovo e i Paesi del blocco Mercosur. Nei mesi scorsi sono giunti a conclusione i negoziati per un inedito accordo di libero scambio con il Vietnam.
Contemporaneamente, la diplomazia economica svizzera ha portato a termine la modernizzazione delle intese commerciali con il Regno Unito e con la Repubblica Popolare Cinese.
Sul fronte transatlantico, il contributo di Budliger Artieda è stato in particolare caratterizzato dalle complesse trattative con gli Stati Uniti. La segretaria di Stato ha lavorato alla stesura della dichiarazione d’intenti non vincolante. Ha inoltre definito con Washington il celebre tetto massimo del 15% per i dazi doganali statunitensi, criticato da molti, applaudito da alcuni.
La sua azione è stata anche nei dossier europei e interni. Tra quelli gestiti, la soluzione nelle trattative sul pacchetto Svizzera-UE, i cosiddetti Bilaterali III. A questo si somma l’intesa raggiunta in materia di aiuti di Stato.
Il percorso di Helene Budliger Artieda nell’amministrazione federale è stato lungo. L’inizio risale al 1985 presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). I primi incarichi l’hanno vista attiva all’estero in Nigeria, a Cuba e negli Stati Uniti.
Nel 2008 è arrivata la nomina a prima direttrice del DFAE. Dal 2008 al 2015 ha guidato la Direzione delle risorse dello stesso dipartimento. In seguito ha rappresentato la Svizzera come ambasciatrice in Sudafrica e poi in Thailandia.
Redazione Interni





