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Pubblica amministrazione: più automazione, più intelligenza artificiale

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BERNA — Meno burocrazia, risposte più rapide, processi snelli. Il consiglio federale ha tracciato la rotta per la modernizzazione della macchina statale.

La roadmap punta ad aumentare l’efficienza dell’amministrazione federale attraverso l’automazione dei processi e l’intelligenza artificiale. Il consiglio federale traccia le linee guida per un impiego strategico della tecnologia negli uffici pubblici. L’obiettivo dichiarato è chiaro: semplificare le procedure, accelerare il trattamento di domande e pratiche, ottimizzare le risorse disponibili.

La sfida è anche demografica. In un contesto segnato dal progressivo invecchiamento della popolazione e da un volume di dati in costante crescita, l’amministrazione federale sarà chiamata ad adempiere ai propri compiti, tradizionali e crescenti, con un numero minore di risorse umane. Automazione e intelligenza artificiale diventano così strumenti centrali. Devono sgravare cittadini ed economia, ridurre i tempi d’attesa, migliorare la qualità dei servizi e liberare il personale per le attività a maggiore valore aggiunto.

Nella visione del consiglio federale, queste tecnologie rappresentano risorse digitali strategiche per adempiere i mandati legali in modo efficace, efficiente e resiliente. L’automazione serve a ottimizzare prestazioni e processi, supportare i quadri e i collaboratori e aprire la strada a nuove soluzioni. Con una precisazione di principio: l’architettura tecnologica dovrà rimanere incentrata sulla persona, affidabile e sostenibile.

Il rapporto pubblicato dal Consiglio, individua cinque settori d’applicazione prioritari per l’intervento statale. Il primo riguarda la gestione degli affari, che richiede processi integrati, efficienti e trasparenti lungo l’intero iter, a partire dal deposito di un intervento parlamentare fino alla sua concreta attuazione, passando per la consultazione degli uffici. Il secondo campo è la traduzione assistita dalla tecnologia: l’adozione di soluzioni comuni permetterà di velocizzare il lavoro garantendo la qualità e sostenendo il plurilinguismo interno.

Il terzo ambito affronta l’esame di domande e pratiche, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e prendere decisioni più celeri. Il quarto settore riguarda il trattamento dei dati: la loro estrazione, standardizzazione e armonizzazione servono a costruire basi informative sicure, indispensabili per un’automazione credibile. Infine, il quinto ambito tocca i processi di supporto aziendale nel backoffice: l’automazione dovrà standardizzare e velocizzare le verifiche sulla correttezza delle transazioni finanziarie, degli acquisti, la conformità ai budget, i contratti e le prescrizioni interne.

L’amministrazione federale non parte da zero: ha già adottato una strategia parziale per l’uso dei sistemi di IA e ha avviato un servizio specializzato comune per la Business Process Automation (SSC BPA). In diverse unità amministrative si impiegano già oggi sistemi di automazione.

Il confronto con altri paesi evidenzia sfide analoghe e una chiara tendenza internazionale verso modelli di gestione integrati e trasversali, pensati per raggruppare competenze e risorse. Per la confederazione, data la limitazione delle risorse, si rende indispensabile coordinare gli sforzi e definire priorità chiare. Oggi molte soluzioni promettenti non superano la fase pilota, pur affrontando problemi simili tra diverse unità. Questo spreca risorse preziose.

In questa prima fase, perciò, la strategia mira a migliorare la visione d’insieme dei sistemi sviluppati, acquistati o utilizzati e ad accelerare l’introduzione su larga scala delle soluzioni con elevato potenziale di scalabilità. L’impiego delle risorse dovrà essere parsimonioso.

Per ottenere risultati concreti occorrono però interventi strutturali. Il rapporto stabilisce che serve un quadro legale chiaro e affidabile, che definisca i limiti e i presupposti dell’automazione. Sarà necessario rafforzare la gestione e il coordinamento intra- e interdipartimentale, ottimizzare i processi e valutarne l’impatto economico.

Sul piano tecnico, occorre garantire nel tempo le infrastrutture fondamentali: registri, dati di base, servizi di interoperabilità e infrastrutture informatiche sovrane. Sarà prioritaria la promozione dell’interoperabilità, la riutilizzabilità dei sistemi e una corretta gestione del cambiamento organizzativo.

L’intenzione del governo è solida e la mappa per il futuro digitale è tracciata con precisione. Resta da verificare se l’intelligenza artificiale saprà dimostrarsi più rapida della burocrazia chiamata ad applicarla.

Il rapporto completo è sul sito del a federale.

Redazione interni




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