Lugano11°/21°
🇮🇹 Edizione italiana
Cerca

Economia

C’era una volta il segreto bancario: scambiati i dati di 4 milioni di conti

lanotizia segretobancariobanca

Berna — L’Amministrazione federale delle contribuzioni ha scambiato informazioni relative a conti finanziari con 113 stati. Lo ha fatto nel quadro dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni. Quattro milioni i conti sotto la lente.

Ai 110 finora tenuti alla comunicazione si sono aggiunte la Georgia, la Moldavia e l’Ucraina. Con 86 Stati lo scambio di dati è stato reciproco. Gli altri 27 hanno trasmesso informazioni al nostro paese senza riceverne. Quattordici non soddisfano ancora i requisiti internazionali di confidenzialità e sicurezza dei dati, mentre altri tredici hanno rinunciato volontariamente a riceverne. Come in precedenza, visto il quadro bellico, le sanzioni internazionali e le tensioni diplomatiche, non sono stati scambiati dati con la Russia. Questa estensione ad est, in particolare con l’Ucraina, ma anche con la Moldavia, rappresenta sicuramente una delle novità più importanti. Non si tratta di una mossa meramente economica, ma rappresenta evidentemente un passo verso una maggiore integrazione reciproca dei sistemi e la possibilità di rafforzati controlli alle frontiere con Mosca.

Sono registrati presso l’AFC circa novemila istituti finanziari tenuti alla comunicazione. Banche, trust, assicurazioni e istituti di altro tipo. Hanno raccolto e trasmesso dati all’AFC. Quest’ultima ha inviato agli stati partner informazioni relative a circa quattro milioni di conti finanziari. Ha ricevuto informazioni analoghe su circa quattro milioni di conti finanziari. L’AFC specifica nel proprio comunicato di non poter fornire indicazioni in merito all’entità delle attività finanziarie.

La Svizzera si è impegnata da tempo a recepire lo standard globale per lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali. Le basi legali per la sua attuazione in Svizzera sono entrate in vigore il 1° gennaio 2017.

Sono oggetto dello scambio informazioni sull’identificazione del titolare, sul conto e informazioni finanziarie. Tra queste: nome, indirizzo, Stato di residenza, numero d’identificazione fiscale. Inoltre indicazioni sull’istituto finanziario tenuto alla comunicazione, sul saldo del conto e sui redditi da capitale.

Grazie alle informazioni scambiate, le autorità fiscali cantonali possono verificare se i contribuenti hanno dichiarato correttamente i conti finanziari detenuti all’estero. E viceversa per gli stati richiedenti.

L’attuazione dello scambio automatico di informazioni, intanto, è oggetto di verifica da parte del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici.

Il segreto bancario, una volta leggendario, appare sempre più una leggenda: nel bene e nel male.

Redazione economia




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *