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Ricerca, prende forma il nuovo polo dei politecnici svizzeri

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BERNA — Quattro istituti, un’unica organizzazione. Il settore dei politecnici federali cambia pelle e punta sulla concentrazione delle risorse. L’obiettivo dichiarato è semplice: eliminare i duplicati, tagliare gli ostacoli amministrativi e rafforzare il peso della ricerca scientifica elvetica.

Il consiglio dei PF ha stabilito le linee guida di questa riorganizzazione strategica nell’ambito del programma denominato «FIT for the Future». Il progetto coinvolge l’ETH di Zurigo, l’EPFL e i quattro enti di ricerca del settore: PSI, Empa, Eawag e Wsl.

L’idea guida è creare un terzo pilastro forte da affiancare ai due celebri politecnici federali. Riuniti sotto un’unica struttura governativa, i quattro istituti otterranno una maggiore visibilità di fronte al mondo politico, economico e sociale. Il nome provvisorio dell’entità è «Swiss National Labs».

La decisione arriva dopo un processo di analisi avviato due anni fa. Tra le diverse opzioni al vaglio, la maggioranza delle istituzioni ha preferito la variante con il maggiore grado di integrazione. I servizi di supporto e le strutture amministrative verranno accorpati progressivamente. Al contempo, il coordinamento strategico verrà potenziato.

L’operazione non intende però snaturare le singole realtà. Gli istituti mantengono intatta la propria personalità giuridica, le rispettive sedi, i nomi e la consolidata autonomia nella ricerca scientifica. Le aree di specializzazione rimarranno invariate. La struttura unificata servirà piuttosto a coordinare le risposte alle grandi sfide contemporanee: intelligenza artificiale, salute, transizione energetica, ambiente e adattamento ai cambiamenti climatici. Tra i primi progetti operativi figura la creazione di un’infrastruttura digitale condivisa.

Oltre alla riforma organizzativa, la riunione del consiglio dei pf ha portato a importanti nomine ai vertici. Il professor Nicolas Grandjean entra nella direzione dell’epfl come vicepresidente per l’educazione. Ricercatore di livello internazionale nei settori della fotonica e dei semiconduttori, Grandjean è professore ordinario all’Epfl da oltre quindici anni e ricopriva già il ruolo di vicepresidente sostituto dall’anno scorso.

Novità anche per l’eawag. Il professor Damien Bouffard è stato nominato membro della direzione dell’istituto con decorrenza dal primo gennaio dell’anno prossimo. Bouffard, esperto di fama globale nello studio delle acque e dei laghi, prenderà il posto del professor Carsten Schubert, in carica da cinque anni. Con conferme contestuali per il resto del direttivo, la transizione punta alla continuità.

Riorganizzare l’amministrazione mantenendo intatti marchi e sedi storiche è una storica ricetta svizzera per l’efficienza. Resta da capire se l’accorpamento dei servizi produrrà davvero meno burocrazia e più efficienza, o solo minori costi.

Redazione Interni




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