Lugano16°/24°
🇮🇹 Edizione italiana
Cerca

Attualità

Pandemie future, la Svizzera vuole un tracciamento unico: la lezione del Covid

lanotizia pandemiacovidstazione

BERNA — Per far fronte a future pandemie è necessario un sistema nazionale armonizzato per il tracciamento dei contatti. È questa la conclusione a cui giunge il Consiglio federale nel suo bilancio globale del tracciamento dei contatti durante la pandemia di Covid-19, adottato in una recente seduta. Nel rapporto, l’esecutivo esprime inoltre il proprio sostegno agli adeguamenti normativi, organizzativi e tecnici richiesti a tal fine.

Il Consiglio federale afferma che soprattutto nelle fasi iniziali dell’emergenza l’identificazione sistematica dei malati e dei loro contatti stretti è stata uno strumento fondamentale nella risposta pandemica. Secondo l’esecutivo, la misura ha contribuito a interrompere le catene di trasmissione e a sgravare il sistema sanitario.

Dal rapporto emerge tuttavia che, all’inizio della crisi, la Confederazione e i cantoni non erano sufficientemente preparati. Con il sostegno di Berna, i cantoni sono comunque riusciti a sviluppare e introdurre in breve tempo sistemi informatici performanti, perfezionandoli costantemente. Le autorità locali hanno inoltre aumentato in modo considerevole le proprie risorse umane e migliorato i processi organizzativi. Tali provvedimenti, si legge nel testo, hanno permesso di incrementare significativamente l’efficacia delle operazioni nel corso dell’emergenza.

Il principale punto debole riscontrato è stata la mancanza di un’armonizzazione nazionale dei sistemi informatici. La frammentazione ha reso più difficile lo scambio di dati, il coordinamento intercantonale e la valutazione tempestiva delle informazioni epidemiologiche sul piano nazionale, requisiti ritenuti essenziali per poter reagire in modo rapido e mirato.

La Confederazione e i cantoni concordano quindi sul fatto che sia assolutamente necessario disporre di una piattaforma nazionale armonizzata. Un’infrastruttura che possa essere utilizzata sia nell’attività quotidiana — ad esempio per contenere un focolaio di morbillo — sia in presenza di un numero elevato di casi, come durante una pandemia.

Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di affinare il coordinamento sovracantonale. Considerata l’elevata mobilità della popolazione, un approccio esclusivamente cantonale non è ritenuto sufficiente per ricostruire e interrompere efficacemente le catene di contagio. Per questo motivo è prevista l’istituzione di un organo di coordinamento permanente tra Berna e i cantoni, anche se la responsabilità operativa continuerebbe a spettare a questi ultimi.

Le esperienze maturate confluiscono nella revisione in corso della legge sulle epidemie e nell’ulteriore sviluppo del nuovo Piano pandemico nazionale, pubblicato l’anno scorso. La revisione legislativa prevede, tra le altre cose, l’introduzione della base legale per un sistema nazionale d’informazione che migliori lo scambio standardizzato dei dati e renda più efficiente la gestione dei casi.

L’attuazione sul piano tecnico del modulo di tracciamento per gli scenari pandemici è prevista a partire dal 2032, nell’ambito di un’estensione della piattaforma nazionale NASURE per la sorveglianza delle malattie trasmissibili, subordinatamente all’adozione della revisione di legge.

Il punto nevralgico resterà, comunque, coniugare la riservatezza personale con le necessità di sanità pubblica: un bilanciamento difficile a cui il legislatore sarà sempre più tenuto nei prossimi anni.

Redazione interni




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *