Berna — L’incertezza porta incertezza, e in un clima di instabilità geopolitica internazionale, la Confederazione ridiscute le fondamenta del proprio futuro digitale mettendo al vaglio, anzitutto, le debolezze di sistema. Meglio avere un sistema più sicuro ma più lentamente, che avere un sistema meno sicuro ma più velocemente. Nel frattempo, si conviverà ancora un po’ con le scartoffie analogiche.

È questo il bilancio sostanziale emerso in occasione dell’incontro del Comitato consultivo Svizzera digitale, presieduto dal consigliere federale Beat Jans alla presenza del cancelliere federale, insieme ai vertici di politica, cantoni, economia e accademia.

L’esito del confronto traccia una direzione precisa: nessuna accelerazione a scapito della sicurezza. In un contesto in cui l’autonomia di navigazione e la riservatezza dei cittadini rimangono prioritarie, l’esecutivo ha ribadito quindi la decisione di differire l’introduzione dell’identità elettronica (e-ID). L’iniziativa non scaturirebbe da difficoltà burocratiche, ma dalla scelta di subordinare la transizione alla tenuta delle infrastrutture. E non può non tenere conto delle preoccupazioni mostrate dai cittadini negli ultimi anni via referendum verso i sistemi di identità digitale in Svizzera.

Nel dettaglio dei lavori, l’attenzione si è appuntata sui rischi legati ai recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale. Per contrastare l’eventuale inoculazione di malware o la manipolazione identitaria tramite deepfake, la procedura di emissione dell’e-ID sarà ulteriormente corazzata con contromisure tecniche dedicate.

Il principio cardine emerso dal vertice risiede nel pragmatismo dell’analisi informatica: la robustezza di un impianto digitale si misura sulla sua capacità di sollecitare e stanare le proprie vulnerabilità prima che lo facciano terzi. Da qui l’impiego sistematico della trasparenza via codice open source, di rigidi test di penetrazione e di programmi bug bounty (ovvero premiazione di coloro che individuano falle nel sistema) per il rilevamento delle falle nel codice sorgente.

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha richiamato l’opportunità di rivedere scadenze e testi preliminari a tutela della tenuta complessiva.

Red. Tec.

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