Berna — Il sistema informatico che gestisce i sussidi di disoccupazione svizzeri ha superato l’esame decisivo: SIPAD 2.0 ha ottenuto l’approvazione formale della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), suggellando il collaudo definitivo dello scorso 24 agosto.

L’architettura, nucleo del più ampio programma «SIPADfuturo», rappresenta il dispositivo tecnologico con cui le casse di disoccupazione dell’Elvetia erogano le indennità. Un’opera complessa, avviata per fasi nel 2023 e giunta al pieno regime operativo già lo scorso 6 gennaio.

Il debutto dell’impianto sul campo non si è rivelato esente da inciampi: nei primi mesi dell’anno si sono infatti verificati malfunzionamenti lungo la filiera dei sistemi integrati. L’inconveniente ha richiesto un periodo di supporto specialistico e tecnico rafforzato — condito con il consueto e altisonante orpello anglofono di fase «Hypercare» —, felicemente rientrato entro giugno. Da aprile la piattaforma funziona senza scossoni e ha già garantito la liquidazione di 4,47 miliardi di franchi di prestazioni.

L’obiettivo pragmatico dell’operazione resta confermato: ridurre la pletora di conteggi manuali, limitare le disallineature tra database e prevenire gli errori di trasmissione su scala nazionale.

A fare da contraltare al via libera tecnico non sono mancate le rigorose annotazioni contabili. A causa dello slittamento sui tempi di collaudo concordati, la SECO ha applicato una sanzione convenzionale nei confronti del partner di sviluppo, mettendolo in mora dal 7 agosto fino alla chiusura delle verifiche. Un atto dovuto per sgombrare il campo da equivoci e stabilire le premesse per la futura manutenzione ordinaria.

Il percorso progettuale di SIPADfuturo si chiuderà formalmente entro la fine dell’anno. Da quel momento, mentre la macchina proseguirà il suo lavoro quotidiano affinandosi sulla scorta dell’esperienza sul campo, la SECO trarrà il primo bilancio consolidato: un rapporto di chiusura destinato a mettere nero su bianco l’effettivo rapporto tra costi sostenuti, benefici ottenuti e lezioni apprese.

Red. Tec.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *