La Suisse ID svizzera, 110’000 richieste


Suisse ID in svizzera. Più di 110’000 richieste per la firma elettronica elvetica. Ancora qualche problema di sicurezza ma il colpevole è uno solo: l’utente e la sua irresponsabilità.

BERNA – Con Suisse ID, dal 3 maggio 2010 in svizzera è possibile confermare in modo certo la propria identità online. È la versione svizzera della cosiddetta firma elettronica. Il dispositivo, disponibile a scelta tra la scheda USB e la card con chip magnetico, permette di firmare in modo seplice e sicuro documenti pdf e email, dialogare con la pubblica amministrazione e con le imprese senza necessità di stampare nulla né di spostarsi.

Oggi, a più di quattro mesi dall’introduzione di Suisse ID, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha tracciato un primo bilancio sul nuovo dispositivo, cercando di rispondere anche alle varie critiche. Le Suisse ID acquistate sono state 110’000, prevalentemente da ditte ed enti, che ne hanno richiesti grandi quantitativi per il proprio parco dipendenti.

Si tratta prevalentemente di imprese attive nel settore del commercio online, del e-government e della gestione della salute online (il cosiddetto “e-health”). Per l’autunno la SECO annuncia l’attuazione di altri progetti di vasta portata.

Dopo le molte critiche sulla sicurezza della Suisse ID, la SECO risponde affermando che «il sistema risponde ai criteri di sicurezza elevati contemplati dalla legge sulla firma elettronica (FiEle) sulla certificazione qualificata». Pur toccando solo marginalmente la sostanza tecnica delle critiche, per SECO il problema principale sulla sicurezza non dipende tanto da SuisseID, quanto piuttosto dal suo uso irresponsabile.

L’utente, al primo posto, quindi: «in Internet gli utenti devono osservare determinate regole comportamentali e adottare misure di protezione». È fondamentale tenere «separato il PIN dalla SuisseID», utilizzare almeno «programma antivirus» e visitare «pagine web affidabili».

Insomma, con la responsabilità si esclude ogni rischio: «chi utilizza SuisseID in modo responsabile può escludere la possibilità di abusi». Al contrario, «un comportamento negligente e l’inosservanza delle prescrizioni d’uso possono compromettere la sicurezza», prosegue la SECO in un comunicato odierno, pubblicando un opuscolo con le raccomandazioni d’utilizzo.

Per tamponare i rischi dettati dall’irresponsabilità d’utilizzo, tuttavia, la SECO cercherà di analizzare l’interazione tra la smart card, il lettore e i computer con potenziali falle nella sicurezza, cercando sistemi per porvi rimedio.

Luca Spinelli

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