Svizzera nella lista nera dei paradisi fiscali. Ministro tedesco: «sono indiani a cui mandare la cavalleria».


Indignazione da tutto il parlamento elvetico per l’inserimento della Svizzera nella lista nera segreta dei paradisi fiscali e per le dichiarazioni tedesche.

BERNA/BERLINO – Il cinque marzo la Svizzera è stata inserita nella lista provvisoria dei paradisi fiscali stilata dall’OCSE, ma il governo di Berna ne è stato informato solo sette giorni dopo. A quel punto, secondo il presidente del consiglio e ministro delle finanze Merz, non restava altra possibilità che allentare il segreto bancario, uniformandosi alle normative dell’OCSE. Decisione che il governo, infatti, ha annunciato subito dopo.

Questa strategia dell’OCSE, per Merz e la ministra dell’economia svizzera Doris Leuthard, è stata scorretta e figlia di un modo di agire poco trasparente. Nonostante la Svizzera faccia parte dell’OCSE – ha proseguito la Leuthard – è stata informata dell’esistenza di una lista provvisoria solo dopo nazioni che non ne fanno parte: un gesto politicamente e giuridicamente «inaccettabile».

Se ciò non fosse bastato a rendere esplosiva la piazza politica elvetica, nel fine settimana il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück ha rincarato la dose parlando degli svizzeri come degli «indiani» e della UE come della «cavalleria». Steinbrück ha sostenuto che la black list provvisoria  di cui hanno parlato i media e il ministro Merz, in realtà non è mai esistita: «si è trattato di uno strumento per far paura agli indiani», per intimorire il governo di Berna e spingerlo a cedere sul segreto bancario. Azione perfettamente riuscita. «Non sempre è necessario mandare la cavalleria: l’importante è che gli indiani credano che c’è», ha concluso.

Come prevedibile, il ministero degli affari esteri elvetico (DFAE) ha reagito annunciando l’immediata convocazione dell’ambasciatore tedesco a Berna per chiarire le affermazioni, definite oggi dalla consigliera Calmy-Rey «inaccettabili e sprezzanti». Steinbrück, oggi, ha inoltre ribadito pesanti perplessità sulle aperture annunciate da Svizzera e Austria: «i commenti del fine settimana sollevano dubbi sull’effettiva disponibilità di adottare gli standard dell’Ocse senza limiti» ha affermato, «la pressione deve restare alta fino a quando degli accordi rilevanti non saranno firmati e messi in pratica».

Intanto, l’esistenza della lista nera provvisoria dei paradisi fiscali è stata dimostrata oggi dal quotidiano Tages Anzeiger che ne ha pubblicato una copia in esclusiva. La confederazione risulterebbe tra i paesi meno collaborativi dell’elenco (redatto comunque prima delle dichiarazioni di apertura del governo elvetico). Immediata la reazione della politica svizzera, che ha dichiarato la ferma indignazione di tutto il parlamento.

Luca Spinelli

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