Ricaricare il telefonino col calore del corpo


L’invenzione di un ingegnere del politecnico di Zurigo potrebbe rivoluzionare il mondo dell’elettricità pulita. Implicazioni anche sui consumi dei riscaldamenti e delle auto.

ZURIGO – “Basta poco! Che ce vo’?” diceva un noto comico italiano. Se il progetto di Wulf Glatz avrà i necessari finanziamenti sarà ciò che tra pochi anni potrà dire ciascuno di noi dovendo ricaricare il proprio cellulare: niente più presa elettrica tradizionale, ma il semplice calore del corpo per ricaricare ogni batteria.

Basterà una corsetta in centro o anche due passi fino alla camera da letto. Ma queta è solo una delle possibilità che l’invenzione promette, presentata e premiata col primo premio allo «Swisselectric research award 2009».

Il premio assegnato a Gletz ammonta a 25’000 franchi e viene attribuito annualmente dalle imprese elettriche svizzere a soggetti che hanno dato un importante contributo all’avanzamento della ricerca.

L’ingegnere del Politecnico federale di Zurigo ha messo a punto un semplice generatore termoelettrico che permette di trasformare il calore in elettricità. Il sistema non produce emissioni inquinanti e per produrlo Glatz ha ideato un procedimento che costa dieci volte di meno di quelli tradizionali.

Non solo: i generatori sono in grado di funzionare anche con temperature inferiori ai 200 gradi. Con ulteriori sperimentazioni, questo potrà permettere di sfruttare anche fonti di calore di bassa intensità, come per esempio il semplice calore del corpo umano.

Ma non è tutto. Nelle abitazioni, generatori di questo genere potrebbero produrre elettricità sfruttando il calore diffuso dai riscaldamenti centrali.

Anche nelle automobili, con il calore del motore si potrebbe far funzionare l’elettronica di bordo e sostenere i motori elettrici, risparmiando fino al 10% del carburante.

Red. Tec.

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