Accordo commerciale Svizzera – Giappone, svolta storica


Dal primo settembre 2009 in vigore l’accordo di libera circolazione tra Svizzera e Giappone. Previsti milioni di dollari di risparmio per le due piazze economiche.

BERNA – Primo settembre 2009. Una data storica. Quel giorno, infatti, l’accordo di libero scambio stipulato tra Svizzera e Giappone entrerà in vigore. Lo afferma una nota odierna di Berna. Si tratta del primo accordo di questo genere nella storia d’Europa. Un accordo che permetterà agli esportatori svizzeri di risparmiare circa 90 milioni di dollari ogni anno solo per spese doganali.

La stipula risale al 19 febbraio 2009 scorso, quando la ministra dell’economia elvetica Doris Leuthard e il ministro degli esteri giapponese Hirofumi Nakasone, hanno firmato a Tokyo il testo di libero scambio e di partenariato economico (ALSPE). Le due camere del parlamento elvetico avevano invece approvato il testo tra il maggio e il giugno scorsi; le carte approvate oggi, stabiliscono invece i tempi e le modalità precise di entrata in vigore.

Il nuovo accordo contempla disposizioni su scambio di merci, servizi, sulla circolazione transfrontaliera delle persone a scopi commerciali, sulla creazione e protezione di investimenti nelle due nazioni, sulla gestione del copyright e dei brevetti, sul commercio elettronico e sulla concorrenza.

L’economia giapponese è la seconda al mondo e il primo partner asiatico per la confederazione. Nel 2008 le esportazioni svizzere verso il Giappone sono state di 6,5 miliardi di dollari, 3,7 miliardi le importazioni. La Svizzera occupa già oggi l’ottavo posto nella classifica degli investitori in Giappone (2,9%), ma nei prossimi mesi ci si aspetta un ulterirore incremento a seguito della stipula dell’accordo.

L’ALSPE rappresenta l’accordo di libero scambio piú importante concluso dalla Svizzera dopo quello del 1972 con la Comunità europea. Il 1° settembre 2009 la Svizzera sarà la prima nazione dell’area europea a beneficiare di un simile accordo con il Giappone.

Lo scorso 24 giugno, intanto, i due paesi hanno anche firmato un nuovo accordo sull’ammorbidimento del segreto bancario.

Red. Est.

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