Berna: 30’000 in piazza contro la crisi


I sindacati protestano nella capitale contro la gestione della crisi economica. Le richieste: politiche più incisive, interventi a favore del potere d’acquisto e azioni per le casse malattia.

BERNA – 30’000 persone hanno manifestato ieri nella capitale svizzera per ottenere misure più incisive contro la crisi economica.

I sindacati hanno chiesto “una svolta politica e sociale” e misure più decise contro la crisi economica. Il timore più urgente riguarda il potere d’acquisto dei lavoratori, specie visto il forte aumento previsto per i premi malattia sui redditi medi e bassi.

Paul Rechsteiner, presidente dell’Unione sindacale – che con Travel.Suisse ha organizzato la manifestazione – ha annunciato alla folla di averne «abbastanza dei manager dagli stipendi eccessivi», che premono sui dipendenti «mentre si riempiono le tasche».

Rechsteiner ha inoltre duramente criticato la maggioranza borghese del Consiglio nazionale, che solo la settimana scorsa ha cassato la maggioranza dei provvedimenti anti crisi proposti. Tutto ciò, tra l’altro, criticano i sindacati, dopo che il governo non ha esitato a stanziare ingenti cifre a favore dell’UBS in difficoltà.

Le proteste hanno avuto inizio con una pre-manifestazione indetta per le 12.30 dal Sindacato del personale dei trasporti (SEV). Alcune migliaia di persone si sono date appuntamento presso la stazione ferroviaria per chiedere al governo 6,8 miliardi di franchi da destinare alla cassa pensioni delle FFS e all’Ascoop, a cui aderiscono circa 140 imprese svizzere dei trasporti.

Secondo il presidente del Partito socialista svizzero Christian Levrat, è necessario che i manifestanti proseguano nella protesta anche dopo la manifestazione, con l’obiettivo di «ottenere in piazza il risanamento delle vostre casse», ha sostenuto.

Poche ora dopo, intanto, quasi a conferma dei timori dei manifestanti, la società di riscossione Creditreform ha annunciato che il 2009 sarà l’anno con più fallimenti d’impresa della storia svizzera: più di 5000 aziende chiuderanno i battenti. Da gennaio sono già quasi 3’000 le aziende che hanno dichiarato insolvenza.

Red. Int.

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