Crisi Libia – Svizzera: Gheddafi ritira 4,5 miliardi di dollari dalle banche


Prosegue il duro braccio di ferro diplomatico tra la Svizzera e la Libia del colonnello Gheddafi: più di quattro miliardi e mezzo di dollari ritirati dagli istituti di credito della confederazione.

BERNA – Dalla pubblicazione annuale della Banca nazionale (BNS) sullo stato di salute degli istituti elvetici, si è scoperto oggi che la Libia ha ritirato da conti in Svizzera oltre quattro miliardi e mezzo di dollari.

Le minacce del leader libico Muammar Gheddafi contro la Svizzera, quindi, trovano oggi una concreta conferma. Per la precisione, nel 2008 la Libia ha ridotto l’importo dei suoi averi in Svizzera da 5,748 miliardi a 628 milioni di franchi (ovvero da circa 4,5 miliardi di dollari a 450 milioni).

Interpellato dall’agenzia Ats, il Dipartimento degli affari esteri elvetico ha affermato di non essere stato informato ufficialmente di tale comportamento. «Non disponiamo di elementi dettagliati sui soldi», ha specificato un portavoce del dipartimento, specificando tuttavia che «il ritiro di somme di questa entità non incide sull’economia globale». I soldi libici in conti svizzeri sono infatti pari a circa lo 0,3% di tutti i capitali stranieri ospitati nei forzieri della confederazione.

Con la notizia odierna, si conferma la decisione del leader libico di non dare segni di rilassamento della crisi diplomatica tra i due paesi. Da settimane la Svizzera non ha più un rappresentante ufficiale nella capitale libica: il nuovo ambasciatore elvetico è infatti in attesa da alcuni mesi di ottenere il permesso per entrare nel paese nord africano. Dopo il pensionamento anticipato volontario dell’ambasciatore Daniel von Muralt nella primavera scorsa, l’ambasciata a Tripoli è sostanzialmente deserta: «sul posto si trova solo un diplomatico accreditato», ha puntualizzato il portavoce.

Le relazioni tra Berna e Tripoli sono tesissime dal luglio dello scorso anno, quando in un hotel di Ginevra vennero temporaneamente arrestati uno dei figli di Gheddafi e sua moglie, accusati dai propri domestici di violenza privata. La procedura di arresto – una prassi per denunce simili – suscitò le ire furibonde del leader libico che dichiarò una durissima guerra diplomatica alla Svizzera che dura ormai da un anno. Quattro giorni dopo le autorità libiche decretarono ex abrupto l’arresto di due cittadini elvetici, ufficialmente per infrazione alla legge sul soggiorno, e interruppero i rapporti diplomatici ed economici tra le due nazioni. Si scopre oggi anche dell’ingente movimento di fondi che ne è seguito.

Intanto, mentre il leader libico intrattiene giovali e amichevoli relazioni con la vicina Italia, i due cittadini svizzeri non sono tuttora autorizzati a lasciare il paese africano.

Red. Est.

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