Nel 2009 crollano importazioni ed esportazioni in Svizzera


Nel primo semestre dell’anno le esportazioni e importazioni svizzere registrano i maggiori crolli della storia. Punte del -37,5%. Male anche settori storici come l’orologeria.

BERNA – I dati sono di oggi, e sono tra i peggiori della storia. La crisi economica si fa sentire pesantemente anche sulla Svizzera. Nei primi sei mesi del 2009 l’import e l’export della piazza finanziaria hanno subito un calo nominale del 16 %.

Per quanto riguarda le esportazioni si tratta della maggiore flessione mai registrata in un semestre. Nello stesso periodo il commercio estero è regredito al livello del 2006, mandando in fumo tre anni di crescita. A pesare soprattutto la riduzione degli scambi commerciali con l’UE.

Nel corso dei primi sei mesi del 2009, le esportazioni hanno registrato una contrazione del 15,6%, assestandosi a 88’907 milioni di franchi. Registrando un costante peggioramento tra il primo e il secondo trimestre.

Le importazioni scendono invece del 16,2%, a 79’908 milioni di franchi. Il secondo trimestre registra una diminuzione doppia rispetto al primo.

Il comunicato ufficiale dell’ufficio statistiche presenta approfondimenti e specificazioni.

Nelle esportazioni, particolarmente preoccupante il settore della metallurgia, che registra un calo del 37,5%. Non molto meglio il settore tessile, che subisce una contrazione del 27,7%, l’orologeria scende del 26,4%, le macchine e l’elettronica del 24,9%, materie plastiche del 24,7%, carta e arti grafiche del 21%.

Meno marcati ma comunque considerevoli i cali nel settore dell’abbigliamento (-12,4%), in quello chimico (-5,9%), della precisione (-5,1%), degli alimentari e del tabacco (-0,5%).

Red. Tec.

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