Segreto bancario, accordo anche con la Germania


La Svizzera a colloquio con la Germania per preparare il nuovo accordo di doppia imposizione. Proseguono anche gli accordi internazionali.

BERLINO – Svizzera e la Germania hanno annunciato che si apprestano a rivedere la convenzione bilaterale contro la doppia imposizione. Tale accordo regola, tra le altre cose, i limiti dell’assistenza amministrativa in caso di frode ed evasione fiscale ed può quindi intaccare direttamente le basi del segreto bancario storico.

In una nota diramata dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) si afferma che Merz ha trovato un accordo al riguardo con il suo omologo ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, incontrato in una cena di lavoro. Tenuto conto «delle molteplici relazioni economiche tra i due Stati», i colloqui potrebbero tuttavia «richiedere un certo tempo».

«La Germania ha inoltrato la richiesta di una revisione dell’accordo, ma l’inizio delle discussioni non è ancora stato fissato», aveva indicato ieri l’ATS. Secondo Merz, nuovi incontri si terranno nelle prossime settimane, in particolare nella prima metà del prossimo mese. Le autorità fiscali dei due Paesi si sono già incontrate una prima volta lo scorso aprile.

Nel comunicato si sottolinea inoltre la necessità di rafforzare «i rapporti amichevoli e le buone relazioni economiche» tra i due paesi. In occasione dell’incontro, Merz ha nuovamente «respinto fermamente l’accusa secondo cui la Svizzera sarebbe un paradiso fiscale». A Steinbrück, che aveva definito gli svizzeri come «indiani» a cui bisogna far paura con «la cavalleria», Merz ha anche riferito che si aspetta dagli interlocutori tedeschi un cambiamento di atteggiamento e di tono.

Per uscire dalla “lista grigia” dei paradisi fiscali stilata alcune settimane fa dall’Ocse, Merz vorrebbe giungere entro fine anno ad almeno 12 nuovi accordi secondo lo standard OCSE, che prevede, in buona sostanza, la fine del segreto bancario.

Finora 23 paesi hanno annunciato l’intenzione di rinegoziare i loro trattati di doppia imposizione con Berna. I negoziatori elvetici hanno già siglato nuovi accordi con sei stati – tra cui gli Stati Uniti, la Francia e il Lussemburgo – che prevedono un ampliamento dell’assistenza amministrativa, in deroga al segreto bancario, anche per la semplice evasione fiscale, e non soltanto per la frode come fino ad oggi.

Red. Est.

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