Annuncio del governo: fine del segreto bancario svizzero.


Dopo Belgio, Andorra e Lichtenstein, anche la Svizzera apre. In arrivo una proposta di revisione delle leggi sul segreto bancario e nuove soluzioni per una maggiore cooperazione internazionale.

*In anteprima nazionale*

ZURIGO/BERNA – «È chiaro che qualcosa cambierà». È quanto annuncia oggi il ministero delle finanze elvetiche riguardo il rapporto tra Svizzera ed estero in materia di cooperazione fiscale. Il governo renderà più flessibile le condizioni per lo scambio di informazioni fiscali in linea con gli standard dell’Ocse. In particolare, offrirà informazioni su richiesta di altri governi in caso di “sospetti concreti” di attività illegali. Per l’Ocse si tratta di «progressi reali». La decisione è storica.

Dopo l’inserimento del Paese nella black list provvisoria dei “paradisi fiscali”, stilata un paio di giorni fa dallo stesso Ocse, il governo di Berna vuole dare una risposta chiara per evitare che la nazione sia inclusa anche nella lista definitiva che verrà discussa dal G20 il prossimo 2 aprile. Gli annunci diffusi a stretto giro da Lichtenstein, Andorra e Belgio sull’intenzione di allentare o rinunciare al segreto bancario hanno quindi fatto effetto anche sul governo rossocrociato.

L’oggetto del contendere è l’evasione fiscale internazionale perpetuata in Svizzera a danno di altri paesi. Da molti anni, infatti, in vari cantoni elvetici sono in vigore forme di agevolazione per i redditi prodotti all’estero. Se a ciò si aggiunge il segreto bancario degli istituti di credito e un periodo di crisi internazionale storico, il quadro si trasforma in una miscela esplosiva. «Finché la situazione è stabile si fanno orecchie da mercante, ma quando mancano i soldi ci si rivolge a chi ne ha di più e li ha saputi gestire molto meglio», è ciò che molti osservatori economici hanno risposto ai recenti je accuse internazionali.

Per rispondere a sua volta, il governo di Berna ha formato un gruppo di esperti per studiare soluzioni che garantiscano una maggiore cooperazione con l’estero sulle questioni fiscali senza rinunciare alle radici storiche della finanza elvetica. Secondo dichiarazioni di questa mattina del ministero delle finanze, il gruppo ha già proposto suggerimenti al governo che potrebbero far depennare il paese dalla black list dei paradisi fiscali. Suggerimenti commentati oggi dal presidente svizzero e ministro delle finanze Hans-Rudolph Merz, secondo cui la confederazione, pur aprendo sul segreto bancario, continuerà comunque a respingere con la massima fermezza uno scambio automatico d’informazioni tra paesi.

Intanto il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha annunciato che il governo presenterà «a breve» una proposta per la revisione delle proprie leggi sul segreto bancario. Circa un mese fa la maggiore banca svizzera, UBS, aveva già aperto una prima breccia comunicando alle autorità USA 300 nominativi di gravi evasori statunitensi.

Luca Spinelli

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