Abolizione del segreto bancario, accordo tra Svizzera e Messico


Firmato a Berna il quinto accordo per lo scambio di informazioni fiscali tra la Svizzera e l’estero. Ancora un passo verso la fine del segreto bancario come conosciuto fino ad oggi.

BERNA – Il segreto bancario elvetico vacilla sempre più sotto i colpi degli accordi internazionali. Le autorità fiscali svizzere e messicane hanno raggiunto oggi un accordo sulla cooperazione fiscale bilaterale. Lo ha annunciato in una nota odierna il Dipartimento federale delle finanze (DFF).

La convenzione firmata – tecnicamente “parafata” – non è ancora formalmente vincolante, ma è un solido preludio all’adozione consolidata, che dovrebbe avvenire dopo l’estate. Sarà prima presentata per parere ai Cantoni e alle banche e, successivamente, sottoposta al Consiglio federale. La prima nuova Convenzione di doppia imposizione approvata dovrà anche essere sottoposta a referendum facoltativo.

Dopo Danimarca, Norvegia, Francia e “un altro paese” (che il DFF non vuole citare celandosi dietro un oscuro «rispetto dello stato interessato»), il Messico è il quinto paese con cui le autorità fiscali svizzere raggiungono un accordo sulla cooperazione fiscale.

Dalla nota del dipartimento delle finanze non trapela alcuna informazione sui dettagli tecnici, né sulla profondità dell'”assistenza amministrativa” che i due paesi si assicureranno. Tale convenzione rientra nel programma elvetico di adeguamento agli standard Ocse in merito alla cooperazione fiscale internazionale, che prevede, in stretta sostanza, assistenza amministrativa e abolizione del segreto bancario.

Dopo fortissime pressioni internazionali il 13 marzo 2009, infatti, il governo elvetico aveva ceduto annunciando di voler ridiscutere la collaborazione internazionale nelle questioni fiscali, riprendendo gli standard dell’Ocse in materia di assistenza amministrativa.

Per uscire dalla “lista grigia” dei paradisi fiscali in cui la Svizzera è stata inserita alcune settimane fa e passare alla “lista bianca” dei paesi cooperativi, Berna deve firmare almeno dodici accordi di doppia imposizione. Entro il prossimo vertice del G20 previsto per settembre «la Svizzera non avrà ancora firmato accordi con dodici paesi per il sovraccarico, ma avremo elementi a sufficienza per assicurarci che rispetterà i suoi impegni», aveva precisato venerdì scorso il ministro per il bilancio francese Woerth.

Le nuove convenzioni di doppia imposizione, secondo le autorità svizzere, «renderanno possibile lo scambio di informazioni in materia fiscale su singoli casi e a seguito di domanda concreta e motivata», ma in realtà tutto dipende dal testo specifico dei nuovi accordi, su cui ancora nulla si sa.

L’accesso alle «informazioni anche bancarie senza restrizioni» sarà concretizzato con tutta probabilità «a partire dal 1° gennaio 2010», affermavano le istituzioni francesi venerdì scorso.

Red. Est.
(fonte admin.ch)

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  1. Anonimo ha detto:

    mamma mia che ignoranza… ma chi l’ha scritto questo articolo????

  2. redazione ha detto:

    la fonte è segnata, è la pubblica amminsitrazione elvetica 🙂

    segr. red.

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