In Svizzera nasce il Partito Pirata


Nasce il Partito Pirata della Svizzera, le proposte: libertà della rete, rispetto della privacy, meninori lacci di copyright, meno censura.

ZURIGO – Dopo il successo dell’omologo partito svedese alle recenti elezioni europee, sarà fondato domenica a Zurigo il PPS, “Piratenpartei Schweiz” (“Partito pirata Svizzera”). La nuova formazione politica si batterà per la libertà del web e contro le imposizioni delle odierne norme sul copyright.

Il nucleo fondatore si compone di informatici e programmatori, ma anche di una tessitrice, un tecnico e un biologo molecolare.

L’idea, nata negli ambienti legati al sito di condivisione di file (file sharing) “The Pirate Bay”, è già stata ripresa in Germania, Austria, Spagna, Francia e Italia. Solo alcune settimane fa, un rappresentante del “Piratpartiet” svedese era stato eletto nel parlamento europeo di Strasburgo.

Fra gli obiettivi principali del partito svizzero figurano il libero accesso alla conoscenza e alla cultura, la neutralità della rete, la protezione della privacy e la strenua lotta contro la censura e i divieti nei media.

Il Partito pirata si batte in particolare contro l’attuale modello di copyright. Se da un lato resta sacrosanto il diritto di attribuzione della paternità delle opere, «non si può considerare illegale – si legge sul sito del PPS – il mettere a disposizione sul web opere da utilizzare per interesse pubblico». Ciò che si contesta è quindi prevalentemente il sistema di gestione economica, effettuata quasi sempre dagli editori.

Una posizione su cui è ovviamente in netto dissenso la società elvetica che amministra i diritti degli autori ed editori di musica, la Suisa, secondo cui «i diritti d’autore sono protetti dalle leggi e da numerosi accordi internazionali». L’associazione, stando a un portavoce, riconosce comunque al Partito pirata «il diritto democratico di cercare di modificare il diritto d’autore attraverso le leggi».

In Svezia, una recente condanna dei quattro fondatori di “Pirate Bay” ha aumentato le adesioni al partito. Citati in giudizio dalle grandi società musicali e cinematografiche, i quattro sono stati condannati a metà aprile a un anno di carcere e al pagamento di 3,6 milioni di dollari di risarcimento per violazione del diritto d’autore.

Alla fine di giugno si è appreso che “Pirate Bay” è stato venduto per 5,6 milioni di euro ad una grande società svedese di software. I fondatori hanno rassicurato i propri estimatori affermando che la politica non cambierà.

Red. Tec.

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