Occupazione, le imprese prevedono duecentomila licenziamenti


Secondo l’unione degli imprenditori, più di 200.000 persone rischiano il posto di lavoro. Tassi di disoccupazione al 5,7%.

BERNA – Secondo l’Unione svizzera degli imprenditori (USI), l’evoluzione della disoccupazione in Svizzera segnerà una notevole impennata: nel 2010 i disoccupati giungeranno a quota 5,7%, una cifra superiore anche alle previsioni della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) pubblicate lo scorso marzo.

Per Thomas Daum, direttore dell’USI, intervistato oggi dal quotidiano Le Matin, «la situazione peggiorerà all’inizio dell’autunno», e la Svizzera toccherà «un tasso paragonabile a quello del 1997, con punte del 5,7%».

Nelle previsioni pubblicate il marzo scorso, Berna prevedeva un tasso di disoccupazione del 5,2% per il 2010, dato che già da solo vedrebbe il superamento della soglia di 200’000 senza lavoro: record dal 1997.

Secondo Daum, la decisione assunta dall’azienda orologiera Müller – che ha annunciato il licenziamento di 200 addetti su 428 entro giugno -, sarà replicata da altre aziende almeno «una volta al mese». Non ci si troverà, comunque, «di fronte a una catastrofe assoluta».

Nessun pronunciamento sui tempi della crisi economica, ma «quando ci sarà una ripresa noi saremo ben pronti a prendere l’ascensore», conclude Daum.

Alla fine di aprile la disoccupazione in Svizzera era al 3,5%, con un totale di 136.709 iscritti agli uffici di collocamento. La SECO pubblicherà lunedì prossimo le cifre per il mese di maggio

Red. Int.

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