Paradisi fiscali: la Svizzera per ora non esce dalla lista grigia


Nonostante gli annunci internazionali, i documenti Ocse dimostrano che la Svizzera è ancora nella stessa lista in cui si trovava sei mesi fa. Possibili novità a breve scadenza. Tutti i dettagli.

BRUXELLES – La Svizzera è uscita dalla lista grigia dei paradisi fiscali? Così si dice in queste ore, in tutto il mondo: fatto sta che, almeno per ora, non è assolutamente vero. Nonostante gli annunci trionfali, gli articoli a tutta pagina, e le parole dei portavoce, secondo l’unico documento ufficiale disponibile (datato 24 settembre) la Svizzera resta collocata nella stessa identica lista in cui si trovava sei mesi fa.

Ovvero quella dei paesi definiti come: “Giurisdizioni che si sono impegnate a seguire gli standard internazionali sulle imposte ma non li hanno ancora implementati sostanzialmente”. Tale lista è a sua volta suddivisa in due sezioni: i “Paradisi fiscali” e gli “Altri centri finanziari”. Così, mentre Monaco è stato spostato tra i paesei pienamente collaborativi, la Svizzera è collocata ancora tra gli “Altri centri finanziari”, esattamente come 6 mesi fa.

L’unico dato che è cambiato dall’ultima lista Ocse è la segnalazione del numero di accordi siglati dal paese (11 contro gli zero precedenti, sebbene siano in realtà 12). Tra l’altro, è bene ribadirlo, gli accordi siglati dalla Svizzera sono per ora sono totalmente teorici: prima di essere operativi dovranno infatti superare lo scoglio del parlamento e soprattutto superare il referendum confermativo che con tutta probabilità verrà attivato sul primo dei vari accordi.

A conferma di ciò arrivano le parole del segretario generale dell’Ocse Angel Guerria, secondo cui quello della Svizzera è «un passo molto significativo», che merita «congratulazioni alle autorità elvetiche». Tuttavia, «firmare un accordo è solo il primo passo, poi bisogna renderlo efficacemente operativo», conclude il segretario.

Secondo il quotidiano italiano “Il giornale”, l’uscita dalla lista grigia dei paesi poco collaborativi dovrebbe avvenire oggi, a seguito della firma del 12 accordo. Il “dodicesimo accordo” tuttavia, è già stato firmato in modo automatico, in quanto la convenzione già in vigore con la Spagna prevede una clausola secondo la quale se la Svizzera firma un accordo più favorevole con un altro stato, esso entra automaticamente in vigore anche col paese iberico.

Staremo a vedere.

Red. Int.

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