Arte: l’Interpol si inventa un motore di ricerca per 34’000 opere d’arte rubate


Online il database dell’Interpol di tutte le opere d’arte rubate. Un vero e proprio museo online con 34.000 opere fantasma.

LIONE – E se quel piccolo quadro comprato per pochi dollari in un mercatino fosse un’importantissima opera d’arte? Un Picasso, magari. O un Manet. Da oggi scoprirlo sarà molto più semplice: l’Interpol, infatti, si apre al web. Ai collezionisti, ma anche ai novelli Poirot e Arsenio Lupin.

Da poche settimane la banca dati internazionale sulle opere d’arte rubate è disponibile online per la consultazione pubblica. Fino ad oggi pubblicata solo parzialmente e a pagamento, nella versione online sono presenti le descrizioni approfondite di circa 34 000 opere trafugate in tutto il mondo. Ovvero il curriculum vitae di tutti gli Arsnio Lupin internazionali da centanni ad oggi.

Il sito internet è raggiungibile all’indirizzo www.interpol.int/Public/WorkOfArt e, pur se un po’ scarno, è presto navigabile con facilità una volta registrato il proprio utente.

Gli scopi del progetto sono consentire alle autorità ma anche agli antiquari e ai collezionisti di ottenere informazioni costantemente aggiornate sulle opere d’arte dichiarate rubate. L’accesso on-line diretto alla banca dati dell’Interpol può facilitare anche enormemente le verifiche in vista della cessione o dell’acquisto di un qualsiasi bene culturale.

Nessuno potrà più dire: “Ma io non sapevo”! “E come potevo”? “Potevi, potevi”.

I dati di accesso di queste prime settimane sarebbero già confortanti. Sono state approvate oltre 400 richieste di accesso alla banca dati provenienti da 52 Paesi, tra cui risultano autorità, musei, ONG, università ma anche antiquari e collezionisti. Per ora sono state effettuate oltre 800 ricerche da tutto il mondo, ma con un breve tam tam sul web i dati certamente impenneranno.

La Svizzera fa sapere di aver contribuito all’attivazione con un contributo finanziario stanziato dal dicastero della cultura, nell’ottica dei piani di contrasto al commercio illecito di beni culturali. Dal 2005, anno in cui è entrata in vigore la legge sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC), in Svizzera il commercio di beni culturali è sottoposto ad obblighi e controlli assai severi. Per Berna, «in questi anni la normativa è stata rispettata adeguatamente».

Red. Tec.

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