Anno nero per l’occupazione e l’impiego


Tra il 2008 e il 2009 un incremento della disoccupazione non lontano dal 50%. Il tasso generale al 4,4%. Miglioramenti? Forse nel 2010.

BERNA – Lo si teme da anni. Lo si annuncia da mesi. Si sapeva insomma. Ma leggere i dati ufficiali fa sempre impressione. Nel 2009 la disoccupazione in Svizzera è salita del 43,6% rispetto l’anno precedente. Una cifra record. Anche se la crisi ha già da tempo frantumato ogni record negativo.

Il numero di senza lavoro registrati presso gli uffici regionali di collocamento (URC) alla fine di dicembre sono saliti a quasi 173’000 unità. Con un balzo in avanti di circa 8’000 disoccupati solo nel mese di dicembre.

Sommando le persone disoccupate a quelle alla ricerca di un impiego iscritte nelle liste di collocamento, il numero totale supera addirittura le 234’000 unità. Particolarmente colpiti, ancora una volta, i giovani.

Il tasso di disoccupazione generale si è fissato al 4,4%. Un dato ottimo se paragonato al resto dell’Europa, ma comunque uno dei peggiori in Svizzera degli ultimi anni.

La causa è nota: la crisi finanziaria, che si è spostata all’economia, e infine ha raggiunto l’occupazione, mentre nel prossimo anno colpirà la pubblica amministrazione. Superata quest’ultima – per alcuni la più dura – si potrà dire d’esserne veramente usciti.

Durante tutti i mesi dell’anno 2009 – sottolinea un comunicato SECO – la disoccupazione ha registrato un costante aumento. Solo nel mese di maggio si è verificato un lieve miglioramento del mercato del lavoro. Da lì in poi, solo cifre negative.

Una luce? Nel tardo 2010. Forse.

Luca Spinelli

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