La Svizzera entra in recessione


Contrazione al PIL dello 0,3% e recessione per tutto il 2009. Ma c’è anche chi investe nel mercato svizzero: l’Italia.

ZURIGO – La Svizzera entra in recessione. È un evento previsto da mesi, ma oggi l’agenzia Bloomberg ha dato l’annuncio ufficiale. I dati sull’economia elvetica, contrariamente alle indicazioni mediatiche internazionale, sono migliori delle aspettative, ma il fortissimo valore simbolico dalla notizia ha fatto sobbalzare in molti: da oggi sappiamo che anche la casa della finanza mondiale può perdere terreno.

Tuttavia lo perde meno del previsto. I dati registrano una contrazione del PIL dello 0,3% anzichè dello 0,4%. Si tratta, comunque, del peggior dato dal 2004. A pesare sull’economia il calo dell’export (-8,1%) e quello degli investimenti (-3,1%), che risentono della crisi mondiale. A ottobre scorso, intanto, per favorire la circolazione di capitale, la banca centrale elvetica aveva abbassato i tassi d’interesse facendo scendere il costo del denaro dallo 0,75% allo 0,5%, azione che nei paesi a moneta unica non è più attutabile se non a livello centrale dalla BCE.

Le previsioni per la Svizzera parlano di recessione per tutto il 2009. Poiché in eurolandia e negli USA è iniziata un trimestre prima rispetto alla Svizzera, secondo l’economista Memet della BCZ è perciò possibile che nel primo trimestre 2009 si registri in Svizzera un ribasso analogo a quella della Germania nel finale 2008 (-2,1%). La banca centrale elvetica potrebbe perciò intervenire sul sistema finanziando banche e grandi aziende attraverso l’acquisto di obbligazioni o la concessione di prestiti a lungo termine a tassi ridotti.

Sfidando i venti di crisi, intanto, l’italiana Mediobanca ha annunciato l’ingresso nel private banking svizzero tramite sua controllata CMB di Monaco, costituendo a Lugano la CMB Banque Privee SA. Dopo il riuscito ingresso nel mercato dell’eBanking (con CheBanca), per l’istituto italiano è quindi la volta del mercato elevetico, seguendo il trend che vede la fuga dalle grandi banche in favore gli istituti di piccole e medie dimensioni (MigrosBank, BPS Suisse…).

Per Mediobanca, quindi, le forti tensioni di questi giorni sul caso UBS e il braccio di ferro in corso tra UE, USA e Svizzera sul segreto bancario elvetico, sono una preoccupazione secondaria. Per ora.

Luca Spinelli

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