Lavoratori europei in Svizzera, per ora no al blocco


Il consiglio federale rinuncia ai contingentamenti paventati nei giorni scorsi. Buone reazioni dall’Europa.

BERNA – In una nota odierna il consiglio federale annuncia la decisione di rinunciare, per il momento, al blocco delle frontiere per i lavoratori esteri e frontalieri. I molti italiani, ma non solo italiani, che ogni giorno farcano il confine elvetico tirano perciò un sospiro di sollievo. I timori erano montati nei giorni scorsi, quando lo stesso consiglio federale aveva annunciato di stare valutando se ricorrere o meno al contingentamento dei lavoratori stranieri.

La clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo di Libera Circolazione, infatti, permette alla Svizzera di reintrodurre unilateralmente dei contingenti, seppur con alcune clausole e per una durata limitata. Secondo la nota di Berna, il Consiglio federale ha deciso di non farvi ricorso per alcuni motivi precisi.

L’immigrazione, a seguito della crisi economica, è ulteriorimente diminuita, l’effetto del contigentamento sarebbe risultato perciò modesto. Inoltre, l’immigrazione di lavoratori qualificati dagli Stati dell’UE non è finora andata a scapito dei lavoratori svizzeri. Cantoni e istituzioni si schierati in opposizione alla proposta, sia per non perdere forza lavoro da dover rimpiazzare, sia per evitare un aumento della burocrazia.

Tra i motivi che hanno dissuaso il consiglio federale anche la brutta figura europea che una politica così fortemente protezionistica avrebbe causato. Infine, l’economia svizzera deve essere sicura di poter ricorrere tempestivamente ai lavoratori qualificati in vista di una ripresa congiunturale, un blocco burocratico sarebbe contrario alla politica pragmatica e liberale che da anni contraddistingue le istituzioni elvetiche.

Red. Int.

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